Cittadini in rivolta contro il piano moschee dell’imam Sala

Condividi!

Insorgono i cittadini dei quartieri coinvolti dal famigerato “Piano moschee” di Palazzo Marino. Nei Municipi casualmente governati dalla Lega infatti, il Comune intende realizzare 6 moschee. E la rivolta corre sul web.

VERIFICA LA NOTIZIA

«Moschee? No, le priorità sono altre. Il sindaco Giuseppe Sala ne vuole sei. Perfetto, nel 2021 lo mandiamo a casa e riportiamo i milanesi e le periferie nelle priorità della giunta», scrive su Facebook la leghista Laura Aguzzi, consigliere di Zona 8.

È soltanto uno dei commenti sotto l’hashtag “riprendiamoci Milano”: «A Rogoredo abbiamo il via vai di zombie. Perché non beccarci anche una bella moschea?».

«Sempre e solo in periferia. Grazie mille».

Ma Sala se ne fotte e ha ribadito le proprie malsane intenzioni: «Lavorerò perché i 70mila musulmani di Milano abbiano un posto dove pregare».

La rivolta è capeggiata dai presidenti del centrodestra dei Municipi che sono interessati: la Zona 2 con la moschea di via Esterle, la 4 con quella di via Marignano e il 7 dove una parte del parcheggio Trenno di via Novara sarà destinato con probabilità agli islamici.

Marco Bestetti alla guida di Zona 7 evidenzia: «Sala ignora le difficoltà vissute già oggi dalle periferie e vuole aggiungerne altre. Il parcheggio di Trenno sarà il parcheggio di interscambio per la nuova fermata della M5. Inoltre, potrebbe essere un hub di interscambio, dove i tifosi di San Siro possono lasciare l’auto, attivando delle navette».

Il capogruppo della Lega a Palazzo Marino Alessandro Morelli annuncia battaglia e chiederà al ministro dell’Interno Matteo Salvini di «aprire un dossier, perché è una questione di sicurezza. Sala sta mettendo Milano nelle grinfie di associazioni musulmane estremiste.
Dialoga con personaggi di dubbia provenienza. Gli stessi musulmani perbene non si riconoscono con questi gruppi».

Il riferimento è alla comunità Milli Gorus, estremisti turchi controllati dal governo di Erdogan, che secondo il governo tedesco è «tra le associazioni da tenere d’occhio secondo l’annuale rapporto sulla sicurezza del governo tedesco» e che quello austriaco ha, di fatto, messo fuorilegge con la chiusura settimane fa di diversi centri di culto islamici.




Lascia un commento