Capo Vescovi: “Sì ai profughi, ma non a casa mia”

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“Non li prendo a casa mia perché sarei un incosciente presuntuoso a pensare che il problema di ciascuna di queste persone lo possa risolvere io, in casa mia”.

Questo la claudicante scusa di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, e noto sponsor dell’accoglienza. Ma non a casa sua: perché non è ‘presuntuoso’.

Sia il cardinal Ravasi che l’attuale Papa Bergoglio, su Twitter erano stati attaccati senza pietà – giustamente – da utenti che chiedevano:”Perché non li accogliete a casa vostra?”.

La risposta di Galantino dice tutto.

“Non li prendo a casa mia – ha specificato il vertice della Cei – perché per queste persone serve altro e meglio di quello che so fare io, servono pratiche e organizzazioni che sappiano affrontare le necessità di salute, prosecuzione del viaggio, integrazione, lavoro, ricerca di soluzioni”. “Non li prendo a casa mia – ha aggiunto – perché voglio fare cose più efficaci, voglio pagare le tasse e che le mie tasse siano usate per permettere che queste cose siano fatte bene e professionalmente dal mio Stato, e voglio anche aiutare e finanziare personalmente le strutture e associazioni che lo fanno e lo sanno fare”.

Avete mai visto un vescovo pagare le tasse?

Comunque, come sempre, buonisti col culo degli altri.




Un pensiero su “Capo Vescovi: “Sì ai profughi, ma non a casa mia””

  1. Questo prelato indecente….ha copiato il testo della sua dichiarazione da uno scritto di Sofri del 2015…. ma non si vergogna?…mandiamo tutti i religiosi catto comunisti ad Avignone sede naturale degli eretici.
    Compreso il PAPA IMBROGLIO……..il presidente MICRON…ne sarà contento avra una bella banda di pedofili …in FRANCIA

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