Perugia, niente case per famiglie: PD e FI decidono di usarle per ampliare il centro d’accoglienza migranti

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Niente case per famiglie, allargato invece il centro immigrati: altri 40 sedicenti profughi in arrivo a Monteluce, Perugia, per decisione della Regione Umbria, PD e del Comune di Perugia, FI

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L’immobile di proprietà dell’Ater di via del Favarone, a Perugia, attaccato ai locali del centro accoglienza per immigrati (SPRAR, Salvini, quando abroghiamo questo sconcio piano di colonizzazione?), verrà destinato all’ampliamento del centro di accoglienza, che attualmente copre le esigenze di 27 fancazzisti, e che così raggiungerà il totale di 65. Invece di ospitare senzacasa locali.

E’ quanto emerso nell’audizione in Terza commissione, dell’assessore regionale alle Politiche per la casa Giuseppe Chianella, dell’assessore del Comune di Perugia ai Servizi sociali, famiglia, edilizia pubblica e pari opportunità Edy Cicchi, dei responsabili della cooperativa sociale Perusia onlus Bernardetta Gasperi e Claudio Di Somma, del presidente e del direttore dell’Ater, Alessandro Almadori e Luca Federici sulla situazione venutasi a creare per la riqualificazione dell’immobile. L’audizione era stata chiesta dai consiglieri della Lega Valerio Mancini e Emanuele Fiorini e dal consigliere Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria Next).

I responsabili dell’Ater, titolare dell’immobile che è stato riconsegnato nel 2014 all’ente edilizio dall’Adisu, hanno scelto, spiega una nota della Regione Umbria, “d’intesa con il Comune di Perugia di effettuare i lavori di manutenzione con destinazione Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati), già presente nelle vicinanze e gestito dalla cooperativa sociale Perusia onlus, anziché trasformare l’immobile in case per famiglie”.

Avete letto bene: niente casa per le famiglie, serve ai fancazzisti afroislamici in fuga dalla guerra in Siria.

Edi Cicchi, assessore del Comune di Perugia che è titolare del servizio Sprar, ha detto “che si è arrivati a questa soluzione dopo aver rilevato che il precedente sistema di accoglienza in case e appartamenti aveva fatto emergere difficoltà da parte dei soggetti gestori (la cooperativa sociale) e si è pensato anche di individuare un luogo che evitasse situazioni di conflitto sociale”.

Durissima la replica del consigliere regionale De Vincenzi: “Intanto per bocca della Cicchi è stato ammesso ciò che dal 2015 è stato sempre negato e cioè che la concentrazione di numerosi immigrati presso l’ostello di Ponte Felcino, come per altro di strutture analoghe, ha generato problemi sia di gestione interna che nel contesto cittadino, suggerendo così di orientarsi verso un modello di accoglienza diffusa sul territorio”. E ancora: “I rappresentanti della cooperativa hanno parlato anche di progetti per genitori separati che, trovandosi in difficoltà economica, hanno bisogno di alloggi, che comunque non saranno, per ammissione degli stessi, quelli di via del Favarone. Ma allora perché non mettere insieme la proposta di legge del consigliere Smacchi, che prevede uno stanziamento a pioggia, attraverso i Comuni, per i genitori separati di 300mila euro e dare la possibilità all’Ater di ristrutturare l’edificio di via del Favarone?”.

Sembra di capire che i ‘moderati’ non comprendano la situazione. Quanti Traini vogliono per le strade?




Un pensiero su “Perugia, niente case per famiglie: PD e FI decidono di usarle per ampliare il centro d’accoglienza migranti”

  1. IL BERLUSCA HA SUPERATO TUTTI I LIMITI ! LECCAPALLE DEL PD E DI RENZI ! HA SEMPRE LECCATO I COGLIONI DEL PD X AVERE FAVORI ! MA SOLO IN GALERA DOVEVA ESSERE E NON IN LIBERTA’ ! MARCIRE IN CARCERE X I CRIMINI A SUO CARICO,MA LA MAFIA PREVALE .

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