Magistrati rossi sabotano espulsioni dei finti profughi

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Il tribunale di Milano, non contento di quanto combinato ai tempi del richiedente asilo Kabobo, torna a sabotare le espulsioni dei finti profughi.

Minniti, pressato dall’avanzata della Lega, era stato costretto ad introdurre una legge per togliere ai richiedenti asilo la cui domanda era stata rigettata la possibilità di ricorrere in Appello a spese degli italiani.

Aveva cioè eliminato un grado di giudizio per quegli immigrati che, bocciati dalla Commissione territoriale, facevano (e fanno) immediato ricorso in Tribunale.

Il Tribunale di Milano ha ora fatto ricorso alla Corte di Giustizia europea per sapere se la norma contrasta oppure no con il diritto Ue. E nel frattempo, ovviamente, i giudici permettono ai clandestini in attesa della Cassazione di rimanere in Italia.

Secondo i giudici rossi della sezione immigrazione si sono convinti che la norma italiana “non rispetta alcuni principi che rappresentano le ‘pietre angolari’ del diritto dell’Unione Europea”.

Rendiamoci conto: secondo questi personaggi, un pakistano ha diritto di fare ricorso se viene negato l’Asilo. E’ ridicolo che chi non fugge da guerre possa anche solo chiederlo, e ancora più ridicolo che possa fare ricorso in caso di diniego.

E’ tempo di aggirare la magistratura nei casi delle richieste di Asilo. Si conferma comunque che la UE è un mezzo con il quale una minoranza rossa ormai scomparsa dal Paese tenta di non applicare la volontà degli italiani.

Dobbiamo uscire dalla Ue o almeno proclamare la primazia delle leggi italiane su quelle comunitarie. E poi dobbiamo depotenziare la magistratura: si occupino di applicare le leggi che fa il Parlamento, non di interpretarle!




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