Vauro, Santoro e i Boldrini chiedono il carcere per Salvini

Condividi!

Intanto apprendiamo con stupore che Vauro, oltre a disegnare, sa anche scrivere, non lo avremmo mai intuito.

VERIFICA LA NOTIZIA

Michele Santoro e il vignettista Vauro Senesi, con una lettera pubblicata dal giornale progressista HuffPost, si rivolgono al Presidente della Repubblica e alle autorità italiane ed europee per protestare contro le ultime azioni e dichiarazioni del ministro dell’Interno.

Non li sfiora il fatto che se l’80 per cento degli italiani la pensa come lui, forse, un problema ce l’hanno loro, non Salvini.

I due accusano Salvini di adottare un comportamento “contrario alla legge” nell’incitamento all’odio razziale e segnalano che “nessun giudice ha ritenuto di dover procedere d’ufficio nei suoi confronti”. Santoro e Vauro chiedono pertanto che”le istituzioni democratiche facciano sentire la loro voce”. “Il ministro dell’Interno di un Paese democratico è il garante dell’ordine pubblico e della sicurezza di tutti i cittadini. La nostra Costituzione, la Costituzione su cui Salvini ha giurato, all’articolo 54, impegna tutti i cittadini alla fedeltà alla Repubblica. Dunque non è oggettivamente accettabile che egli possa pronunciare frasi che assumono il tono di una minaccia anche nei confronti di un singolo individuo”, scrivono Santoro e Vauro nella missiva rivolta al Capo dello Stato Sergio Mattarella, ai Presidenti delle due Camere Fico e Casellati, al presidente del Consiglio Conte ma anche, tra gli altri, all’Europarlamento, al Presidente della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e al Presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Secondo Santoro e Vauro la minaccia di Salvini di cacciare “tutti i componenti di una etnia, segnatamente quella Rom, ma che ‘purtroppo quelli di cittadinanza italiana dobbiamo tenerceli’ espone una intera minoranza a rischi assai gravi e viola contemporaneamente interi capitoli della nostra Costituzione”. Non solo. Salvini andrebbe contro la legge che punisce l’incitamento all’odio razziale e la Carta dei diritti dell’Ue.“Il comportamento di Salvini è contrario alla legge ma nessun giudice ha ritenuto di dover procedere d’ufficio nei suoi confronti. Evidentemente – si legge ancora nella missiva – è intervenuta una sorta di assuefazione ai gesti che trasformano l’attività di governo in una dittatura della maggioranza, sovvertendo il principio che ogni maggioranza deve comunque sottostare alla Costituzione e non viceversa”. Santoro e Vauro, per avvalorare la loro tesi, citano l’articolo 2 della Costituzione che garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e l’articolo 16 che riguarda il diritto di ogni cittadino a circolare e soggiornare liberamente in tutto il territorio nazionale.“Né può essere fonte di discriminazione l’appartenenza ad una minoranza nazionale, – aggiungono – quali sono i cittadini italiani di etnia rom e di lingua romanì, che si intende schedare con appositi censimenti e la creazione di liste di proscrizione”. “Con le sue dichiarazioni, Matteo Salvini è venuto meno al suo ruolo, ha tradito il suo giuramento e ha violato la Costituzione, la legge delle leggi, nelle sue parti fondamentali. Ci auguriamo che questa denuncia possa servire a qualcosa e che le istituzioni democratiche facciano sentire la loro voce”, attaccano e promettono: “Ma se ciò non dovesse avvenire, non rinunceremo a batterci in tutte le sedi e con tutte le nostre forze”.

Servirà solo a coprirvi di ridicolo. Quando perdi la guerra delle idee, ricorri ai tribunali.

Ma ai due sfugge che la legge è il volere della maggioranza. Se la maggioranza decide che i Rom se ne vanno, i Rom se ne vanno.

Ma il duo tragicomico non è il solo a chiamare la maestra. Altri radical shit scelgono la via giudiziari.

Uno dei rottami del quasi defunto PD, tal Roberto Speranza, oggi parlamentare del micropartito Leu, i Boldrini, è andato negli uffici di polizia giudiziaria della Camera per querelare Salvini.

Acompagnato dall’avvocato Danilo Leva, l’ex capogruppo del Pd, ha depositato la querela indirizzata al Procuratore della Repubblica presso il tribunale Ordinario di Milano: amano il tribunale di Milano. Oggetto il “censimento” e “i rom ‘italiani’ ce li dobbiamo tenere, purtroppo”.

“Nelle dichiarazioni citate si configurano gli elementi oggettivi e soggettivi della norma incriminatrice di cui all’articolo 604 bis primo comma lettera a) del codice penale aggravato dall’articolo 61 n. 9 c.p. – si legge nell’atto di querela – vale a dire la propaganda di idee basata sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico. Le frasi incriminate non essendo dirette a casi specifici ma in generale verso un’etnia hanno delineato in modo netto un pregiudizio discriminatorio verso la razza dei Rom. Tra l’altro, l’eco ottenuto dalle parole di Salvini e il mezzo scelto per veicolarle configurano anche quella capacità di influenzare un vasto pubblico indipendentemente dalla condizione che la propaganda sia poi raccolta dai destinatari del messaggio”.

Credono di poter combattere le idee con le querele. Le valanghe non si fermano chiedendo alla neve di fermarsi. Verrete travolti. E sarà divertente.




Lascia un commento