Roma, raso al suolo campo nomadi – VIDEO

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L’effetto Salvini costringe anche il Comune di Roma a fare quello che non aveva fatto per mesi

È stata avviata dalla prima mattinata di oggi un’operazione da parte della Polizia Locale di Roma Capitale all’interno del Camping River, per lo sgombero di alcuni moduli abitativi di proprietà di Roma Capitale occupati senza titolo da zingari.

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Agenti dei gruppi GSSU ( Gruppo Sicurezza Sociale Urbana), SPE ( Sicurezza Pubblica Emergenziale), PSO del Comando Generale, GPIT ( Gruppo Pronto Intervento Traffico) e XV Cassia hanno proceduto fin dalle prime ore della mattina alla verifica della posizione sul territorio nazionale di alcune persone segnalate dal Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiaretà e Salute, perché prive dei documenti o del permesso di soggiorno. Si tratta di una decina di persone, tra uomini e donne di varia nazionalità, che sono state accompagnate al centro di foto-segnalamento della Questura di Roma per i rilievi dattiloscopici.

I controlli sono proseguiti su alcuni moduli abitativi, che la Polizia Locale ha provveduto a liberare. Al momento sono 8 i moduli nastrati e rientrati in possesso di Roma Capitale. Alcuni di questi sono stati trovati privi di persone all’interno. Tutti gli occupanti hanno rifiutato assistenza alloggiativa.

Il River sarebbe dovuto essere chiuso dallo scorso settembre, allo scadere del rapporto tra il comune e il gestore privato dell’area. Inserito nel Piano di superamento dei campi rom dall’amministrazione capitolina, alle famiglie che hanno dimostrato di avere i requisiti è stato proposto un contributo all’affitto per un’abitazione che avrebbero dovuto reperire sul mercato. Fallito questo tentativo il campo è rimasto lì e il comune nelle scorse settimane aveva chiarito che avrebbe proceduto con lo sgombero dei container di sua proprietà




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