La pacchia di Oseghale: in pochi mesi ha guadagnato 30mila euro

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Poi dicono che la vita dei profughi in Italia non è una pacchia. Pensate ad Oseghale, il profugo nigeriano che ha violentato e fatto a pezzi Pamela, lui ha vissuto per anni in hotel a spese dei contribuenti.

Non dovendosi preoccupare come noi comuni mortali del vitto e dell’alloggio, poteva mettere da parte tutti i proventi della sua attività di spacciatore.

E di soldi, rovinando vite, ne ha fatti tanti. Probabilmente cntinaia di migliaia di euro: quasi 30mila solo negli ultimi mesi. Mentre ingravidava una disabile mentale italiana tutt’ora incinta.

Dalle indagini condotte dalla Guardia di finanza, è infatti emerso che nel corso degli ultimi mesi Oseghale aveva mandato con le carte postepay diverse somme, in parte in Nigeria ma non solo, per un totale di 26.700 euro.

Nei giorni scorsi la Procura di Macerata ha chiesto il sequestro preventivo di una somma pari a 26.700 euro, perché è documentato che questi soldi li ha avuti; il sequestro è stato poi disposto dal giudice per le indagini preliminari, Giovanni Manzoni. Non è stato però possibile trovare nulla, in casa o nella disponibilità del nigeriano, a parte i soldi che Oseghale sta guadagnando con i lavori di pulizia che, da qualche tempo, ha iniziato a svolgere nel carcere di Marino del Tronto: e si tratta di 350 euro. Perché lo paghiamo anche per pulirsi la cella.

Il provvedimento però, è stato notificato alla direzione del carcere: i suoi futuri guadagni dovranno essere sequestrati, fino al raggiungimento della somma di 26.700 euro. Una piccola parte di soldi che chissà dove ha imboscato la bestia.




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