Sala snobba Salvini: “A Milano solo 1.000 case occupate, non è un problema”

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Sala ha confermato l’impegno preso con gli imama di realizzare quasi una decina di nuove moschee entro fine mandato, poi si è soffermato sull’ipotesi degli sgomberi degli zingari e ha bocciato l’idea dei cittadini che vivono sotto assedio.

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«Via rom e abusivi dalle case popolari di via Gola e San Siro, pronto a parlarne con Sala» ha dichiarato due giorni fa il leader della Lega, ma il sindaco di Milano risponde così: «A Milano con 1.138 alloggi non è certo in una fascia delicata rispetto ad altre città».

«Anche l’Ue ci dice che non dovremmo averne ma da lì a dire cancelliamoli non è facile – afferma Sala -. Nel tempo vanno azzerati ma non ho la soluzione immediata, iniziamo da quelli abusivi e che danno molto fastidio alla popolazione». Gli altri no, dice lui.

E sul piano moschee si definisce «deciso, zero ambiguo», nella Costituzione «c’è il diritto alla propaganda religiosa e lavorerò fino all’ultimo giorno di mandato affinchè 70mila musulmani che vivono in città abbiano un luogo per pregare. Da questo mi differenzio da Salvini che agita il rosario, mostra il Vangelo e poi assume atteggiamenti lontanissimi dai dettami. Io sono credente, rispetto quello che c’è scritto sul Vangelo e sulla Costituzione, sennò evito di ricercare consenso usando strumenti che poi mi mettono in contraddizione».

Difende infine le iniziative pro invasione come la tavolata multietnica per sabato al Sempione: «Nascono anche da me, non scarico solo sull’assessore dem Majorino» precisa anche se sa che «il giorno dopo è possibilissimo che se facessimo un sondaggio il consenso scenderebbe. Ma non mi appartiene cercare consenso facile, e vista l’aria che tira mi sento ancora più in dovere di difendere un certo tipo di idee».

Ma infatti, lui di quello che vogliono i cittadini se ne frega.

«Vivo a Milano da molto tempo e non ricordo sentimenti così negativi verso gli immigrati. Non ci siamo mai preoccupati quando arrivavano dall’Est o dalle Filippine, pongo una domanda non provocatoria: è l’uomo nero che spaventa? Vorrei che si affrontasse il tema immigrazione in maniera lucida, e che non fosse un tema di puro scontro elettorale perché questo fa veramente molto male». Tra i prossimi obiettivi: regolarizzazione del Leoncavallo («spero di chiudere in fretta l’accordo sullo scambio di aree con i Cabassi poi faremo un bando»), lascia «un mese al governo per dirci come procedere sull’iscrizione di figli con due papà o decideremo noi, il mio orientamento è positivo».

La natura dice che non esistono bambini con due ‘papà’, ma esistono sindaci senza palle.




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