L’Ue vuole censurare Internet: domani votano l’articolo 13 che vieterebbe la condivisione dei meme

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Il Parlamento europeo sta per votare una legge che potrebbe alterare completamente “l’Internet libero e aperto come lo conosciamo”. Non che oggi sia totalmente libero e aperto, visto il comportamento censorio dei social network, ma peggiorerebbe ulteriormente la situazione.

Se approvato, l’articolo 13 significherebbe che le grandi piattaforme internet come Facebook e Twitter avrebbero bisogno di introdurre filtri automatici per bloccare contenuti coperti da copyright caricati dagli utenti.

In pratica diventerebbe quasi impossibile diffondere idee e materiale fotografico o video in nome di una mal compresa idea di copyright.

Ciò significherebbe potenzialmente che ogni file caricato dagli utenti dovrebbe essere sottoposto a scansione.

Gli attivisti che si battono per la libertà di espressione hanno avvertito che una delle maggiori vittime della legislazione proposta sarebbero i meme online, che spesso utilizzano immagini soggette a copyright:

Molti esperti del settore tecnologico hanno scritto una lettera aperta al Presidente del Parlamento europeo, il ‘nostro’ Tajani, avvertendo che l’articolo 13 rappresenta una “minaccia imminente” per il futuro di Internet.

“L’articolo 13 compie un passo senza precedenti verso la trasformazione di Internet da una piattaforma aperta per la condivisione e l’innovazione, in uno strumento per la sorveglianza e il controllo automatizzato dei suoi utenti”, avverte la lettera aperta .

“Sosteniamo la considerazione di misure che migliorerebbero la possibilità per i creatori di ricevere una remunerazione equa per l’utilizzo delle loro opere online, ma non possiamo sostenere l’articolo 13 … Per il futuro di Internet, vi invitiamo a votare per il cancellazione di questa proposta. ”

I firmatari della lettera, che includono l’inventore del World Wide Web Tim Berners-Lee, hanno anche messo in dubbio la legalità della proposta di legge dicendo che potrebbe andare contro la Carta europea dei diritti fondamentali.

Di sicuro viola la Costituzione italiana. Per questo chiediamo gli europarlamentari italiani di votare contro. E al governo italiano di porre il veto. C’è la nostra libertà in gioco.




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