Dalla Libia a Castel Volturno, il mercato delle Nigeriane

Condividi!

Castel Volturno, un pezzo d’Africa in Italia. Il buco nero dell’immigrazione.

Tra insegne cadenti e rifiuti fumanti, lungo la costa, c’è la concentrazione maggiore di donne in emergenza permanente: dal 2013 oltre 4000 curate da Emergency.

VERIFICA LA NOTIZIA

«Rappresentano il 55 per cento degli accessi, un caso unico dato che in Italia sbarcano quasi tutti uomini», dice Dino Russo, mediatore culturale alle prese con 50 sos quotidiani […]

«Occorre prendere un bus, se va bene, e camminare per 20 minuti: in zona i centri convenzionati non accettano le prescrizioni speciali», riepiloga Russo a una paziente avvolta nel velo e in una maglia

[…] si contano fino a 150 nuovi ingressi ogni mese e 126 fascicoli per l’interruzione di gravidanza negli ultimi 12, tra cui le “prove di fertilità” imposte alle nigeriane.

«Mentre le prostitute spesso non tornano dopo il primo contatto e vengono indotte a risolvere con il fai-da-te», avvisa Serraino.

Il business vale oltre un miliardo in Italia (dati Transcrime) e, pur di non fermarsi, segnala il report della onlus, le ragazze usano le spugne nel periodo mestruale.

«Ci sono, poi, le immigrate che scoprono di essere sieropositive quando restano incinte», aggiunge Russo. Un problema è la prevenzione, che avviene anche in camper, consegnando direttamente i preservativi.

Così l’associazione ha incontrato Anthonia, seduta su un bidone, il riso da mangiare con le mani consegnato in una busta, tra mosche e giornali. E Queen, 20 anni appena, spinta ad abortire illegalmente con otto compresse di Cytotec sciolte nella Guinness, e ricoverata d’urgenza.

«Ne ho visitate diverse per l’abuso di medicine ma non c’è una statistica», precisa Roberto La Manda, primario di gastroenterologia a Pozzuoli. In partenza dalla Libia, le più giovani fanno persino un’iniezione che vale come prevenzione per diversi mesi e si stima che l’80 per cento delle nigeriane che approdano in Italia sia già inserito nelle rotte ferree della tratta, spesso sono minorenni, sempre più giovani.

«S’imbarcano pur sapendo che subiranno violenze».

Le Ong traghettano in Italia le schiave della mafia nigeriana. Chi vuole l’accoglienza è complice di questo schifo.




Lascia un commento