Censimento e immigrazione, il 72% degli italiani sta con Salvini

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Il sondaggio, realizzato da Ixé per il giornale progressista Huffington Post, indica che la linea del leader leghista sull’immigrazione piace al 72% degli intervistati. Numeri enormi, che si sentono nelle piazze, ma non nelle tv, dove impazzano i rappresentanti ‘culturali’ di una minoranza totalmente in via di estinzione.

E Salvini gode della fiducia del 47% degli italiani. Tanto per fare un paragone, Matteo Renzi è al 18%, superato anche da Silvio Berlusconi, al 20%.

Il governo, complessivamente, può contare sul sostegno del 59% degli intervistati (il 39% dice di avere abbastanza fiducia nell’esecutivo, il 20% molta).

Per quanto riguarda gli orientamenti di voto, secondo Ixé se si votasse oggi il primo partito, pur se in calo rispetto alle elezioni del 4 marzo, sarebbe il M5s (28,5% rispetto al 32,6%) ormai tallonato dalla Lega (28% rispetto al 17,4%). Terzo partito il Pd, inchiodato sotto il 20 per cento: si ferma al 19,7%.

Non solo. Se si tornasse a votare oggi e i risultati fossero quelli indicati lunedì dal sondaggio di SWG per il TG di La7 con la Lega per la prima volta in sorpasso su M5s, a 29,2% contro 29%:

Il centrodestra avrebbe la maggioranza assoluta dei seggi. Secondo la simulazione realizzata da YouTrend sulla base dei dati di SWG, una riedizione della coalizione Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia supererebbe infatti il 42% dei voti, già individuata da YouTrend come la soglia necessaria per ottenere la maggioranza assoluta sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama.

Alla Camera il centrodestra con queste percentuali otterrebbe 334 seggi, 18 in più della maggioranza assoluta (e senza contare i 12 deputati eletti all’estero); al Senato la maggioranza sarebbe un pò più risicata (162 seggi, ma anche qui senza contare i senatori eletti all’estero, che sono 6), un margine comunque comparabile a quello di cui dispone attualmente il governo Conte.

Secondo la proiezione di YouTrend, in questo scenario il centrodestra farebbe man bassa di collegi uninominali, vincendone oltre 150 su 232 alla Camera e più di 70 su 116 al Senato (all’incirca i due terzi in entrambe le Camere). La mappa del voto, elaborata a partire dai rapporti di forza emersi nei singoli collegi in occasione del 4 marzo, mostrerebbe un’Italia divisa in due, con una prevalenza pressoché totale di collegi vinti dal centrodestra) nel Centro-Nord, mentre al Sud rimarrebbe la prevalenza del Movimento 5 stelle, ma attenuata da varie isole azzurre in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

In questo scenario, dalla mappa dei collegi risulterebbe quasi scomparso il centrosinistra, destinato a vincere solo in alcuni collegi toscani (tra cui Firenze, Sesto Fiorentino, Empoli) e in due soli collegi urbani, uno a Roma e uno a Torino – oltre a
quelli conquistati dalla SVP in Alto Adige.

Quindi, Di Maio, stai quieto.

Il fatto che i media e la sinistra pensino di mettere in difficoltà Salvini attaccandolo sugli zingari, denota quanto siano fuori dalla realtà. Probabilmente puntano a farlo dictator.




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