Effetto Salvini, ministro interno impone a Merkel i respingimenti

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L’effetto Salvini si è abbattuto come un uragano sull’intera politica continentale. La mossa sull’Aquarius ha dato coraggio ai populisti, indicando loro la strada.

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Uno degli effetti è la spaccatura tra la Merkel e il suo ministro dell’Interno, il bavarese Horst Seehofer. Tra i due è rottura.

Il ministro vuole avviare la preparazione della misura dei respingimenti dei clandestini alle frontiere anche senza il sì di Merkel e della UE.

I rapporti tra i due partiti conservatori gemelli tedeschi, la Cdu e la Csu, partner di governo assieme ai socialdemocratici, sono al limite della rottura. Horst Seehofer, il leader dei cristiano-sociali bavaresi, che è appunto anche ministro degli Interni federale, si sarebbe confidato con alcuni collaboratori, non una ma due volte, secondo indiscrezioni raccolte dalla Welt am Sonntag, esprimendo forte scetticismo sulla possibilità di una prosecuzione della collaborazione con la cancelliera Angela Merkel. “Non posso più lavorare con questa donna”, avrebbe detto Seehofer, riferito a Merkel, nel corso di un vertice fra i membri Csu al governo con il capogruppo bavarese Alexander Dobrindt lo scorso giovedì a Berlino.

Sullo sfondo delle tensioni senza precedenti tra Cdu e Csu vi è la politica sugli immigrati e in particolare la volontà di Seehofer, in quanto ministro degli Interni, di respingere ai confini tedeschi i clandestini registrati in altri paesi Ue: mossa che, di fatto, sarebbe la fine della UE.

Merkel invece vuole che questa decisione venga presa solo in accordo con gli altri stati dell’Ue e quindi vuole attendere il Consiglio europeo di fine giugno. Improbabile che gli altri Paesi, dopo i traghettamenti continui delle ong tedesche, si pieghino. Non l’Italia, di certo.

Ad aggravare ulteriormente la situazione, che potrebbe sfociare in una vera e propria crisi appena pochi mesi dopo la travagliata formazione dell’attuale esecutivo, arrivano dei sondaggi molto preoccupanti per i tre partiti alleati nella Grosse Koalition: secondo l’Istituto Forsa, Cdu e Csu avrebbero insieme il 30%, la Spd il 16%, quindi non raggiungerebbero assieme la maggioranza al Bundestag. L’Afd, il partito populista ed euroscettico, avrebbe toccato il 15%, davanti ai Verdi (14%), ai liberaldemocratici della Fdp (10%), alla Linke con il 9%.

In attesa dell’incontro con Giuseppe Conte, a Berlino si prepara la linea dura contro l’emergenza immigrazione.

Il ministro dell’Interno – che da giorni promette il pugno di ferro contro i clandestini – ha lanciato un ultimatum alla Cancelliera. Ultimatum che la leader Cdu ha dovuto accettare.

La Germania aspetterà altre due settimane, cioè il Consiglio europeo del 28 e del 29 giugno, e le decisioni che l’Ue prenderà per affrontare il problema dell’immigrazione clandestina. Poi, in caso di buco nell’acqua, inizieranno i respingimenti ai confini.

Del resto già da domani la polizia bavarese potrà fare controlli e pattigliamenti al confine meridionale del Paese, in coordinamento con il governo federale.




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