Profughi insorgono contro Salvini: “Non puoi tagliarci i 35 euro”

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Mattinata di protesta alla Vincenziana di Magenta, che ospita circa 90 richiedenti asilo: sul posto anche i carabinieri.

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Le tensioni sono deflagrate a causa di un ritardo nell’arrivo dello stipendio da profugo, circostanza che qualcuno pare aver ricondotto alle recenti affermazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla possibilità di ridurre il contributo da 35 euro giornalieri che i contribuenti spendono per mantenere ogni singolo fancazzista. Tanto è bastato a far scattare la protesta.

L’assessore magentino alla Sicurezza Simone Gelli: “Dopo i fatti di oggi, ove alcuni migranti hanno protestato modo anche violento per l’arrivo in ritardo del pocket money credo che si debba intervenire rapidamente. Allontanare coloro che rappresentano un pericolo per tutti, da parte delle competenti autorità mi pare fatto di buonsenso e correttezza nei confronti di tutta la nostra comunità che da quattro anni vive una situazione assurda. Il Prefetto deve intervenire subito attraverso l’allontanamento di tutti coloro i quali, sebbene sulle spalle del sistema Italia si permettono di creare problemi di ordine pubblico. Domani scriverò al Prefetto per chiedere che ciò avvenga in tempi rapidi e precisi. In questo paese vigono delle regole chiare e precise. Voglio ringraziare l’arma dei Carabinieri che anche oggi, con professionalità e decisione è intervenuta presso la struttura per calmare gli animi di chi nemmeno conosce cosa sia il rispetto delle regole e di una intera comunità. Mi auguro infine che dopo quattro anni di permanenza nella nostra città con lo stesso Prefetto si possa discutere di un alleggerimento delle persone ospiti del centro. Magenta in questi anni ha dato molto in termini di accoglienza e di responsabilità. Oggi è tempo che tutti facciano fino in fondo il loro dovere. Non intendo tollerare più simili comportamenti. Con i tanti e diversi problemi a cui far fronte quotidianamente nella nostra città è inammissibile continuare a perdere tempo con chi se frega di integrazione ed accoglienza”.




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