Corsa con la moglie in spalla sbarca in Italia, insorgono le Boldrini

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La corsa con la moglie sulle spalle è uno sport, l’hanno inventato i finlandesi. Dal 1992 organizzano il Mondiale nel remoto paesino di Sonkajärvi: il maschio deve trasportare la femmina per 253 metri attraverso un percorso di guerra di fosse d’acqua profonde un metro e barriere di vario tipo. Il tutto, ovviamente, il più velocemente possibile. La caduta della donna comporta 15 secondi di penalità. L’iridato vince una quantità di birra equivalente al peso della moglie. «Moglie» che deve avere più di 17 anni e deve pesare almeno 49 chili. Se non raggiunge questo peso, deve essere zavorrata con uno zainetto pesante quanto basta.

Tanto basta a fare insorgere le boldrini. Sì, perché la ‘corsa machista’ è sbarcata anche in Italia nel borgo di Cariggine, in Garfagnana.

Scrivono le boldrini Carla Cantatore e Valentina Matrascia dell’Udi (l’Unione Donne in Italia): «Lo svergognato sindaco difende questa penosa esibizione, il cui preteso gradimento ci rattrista almeno quanto l’idea che, ancora una volta, ci troviamo di fronte un’amministrazione che utilizza il corpo della donna come via breve per pubblicizzare il territorio invece di valorizzarne le bellezze artistiche, naturali e architettoniche o i prodotti locali con iniziative consone».

«Ci si inventa questa gogna per le donne facendola passare come goliardata acchiappaturisti. Ma questa corsa non è neppure una tradizione locale. Non possiamo neanche giustificare chi organizza questa roba e chi vi partecipa col debole motivo che tutto si svolge in un paesino della Garfagnana lontano da centri più grandi ed evoluti. Questo sindaco pasticcione e in malafede dovrebbe scusarsi con le donne e cancellare questa corsa. Il fatto che l’usanza provenga da paesi considerati women friendly sta a dimostrare che questi signori fanno parte di quella fetta di popolo esterofilo pronto ad appropriarsi del peggio. Il signor sindaco di Careggine, Mario Puppa, sappia che ha fatto i conti senza l’oste, in questo caso le donne di Lucca e le donne dell’Udi!».




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