Salvini visita agenti feriti da immigrato: “Non potevano che ucciderlo”

Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
Il ministro dell’interno Matteo Salvini è arrivato al padiglione specialità dell’ospedale San Martino, dove è ricoverato il sovrintendente della polizia di Stato ferito nella tragica colluttazione di domenica a Sestri in cui ha perso la vita il giovane Jefferson Tomalà.

Ad attendere Salvini il Sergio Bracco e una rappresentanza della Lega nord con in testa il sottosegretario Edoardo Rixi e l’assessore alla sicurezza Stefano Garassino. Presenti anche il direttore generale dell’ospedale San Martino Giovanni Ucci. Salvini ha voluto stringere la mano a tutto il personale sanitario che lo attendeva uno ad uno.

“Non mi permetto di commentare una mamma che perde il figlio. Se il figlio non avesse accoltellato una due tre quattro cinque sei volte una persona che sta facendo il suo lavoro oggi sarebbe vivo e vegeto su questa terra.

“Capisco il dolore della mamma però sono sono al fianco degli indossa una divisa in questo caso ha fatto solo e soltanto il suo dovere”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini al termine della sua visita al poliziotto ferito mentre sottoponeva a tso un giovane delinquente sudamericano che è stato ucciso.

Il ministro ha detto di aver portato al poliziotto ferito “l’affetto di 60 milioni di italiani. A lui, alla moglie e alla figlia”.

Ci sono state “5 coltellate di cui due a pochi centimetri dal cuore, per cui è vivo grazie al buon Dio e grazie al collega che ha fatto l’unica cosa che poteva fare, difenderlo dall’assalto di quel ragazzo”, ha sottolineato Salvini. “E’ chiaro che quando c’è una morte non è mai una buona notizia, però spero che torni presto con la sua famiglia”.

Il problema, Salvini, sono i ricongiungimenti familiari che hanno infestato l’Italia del peggio delle società sudamericana e nordafricana.

Se serve un immigrato per un lavoro, non è necessario che si porti dietro tutti i parenti fino al cugino di settimo grado. Non vogliamo un’immigrazione di ripopolamento.




Lascia un commento