Salvini vola in Libia per fermare 52mila clandestini pronti a salpare verso l’Italia

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Ci sarebbero, pronti nei prossimi tre mesi a salpare dalla Libia, oltre 52mila clandestini. Le ONG, capirete, hanno l’acquolina in bocca: non prevedevano la presenza di Salvini.

Per questo Salvini è pronto a volare a Tripoli. Il ministro dell’Interno dovrebbe incontrare sia Haftar che Al Serraj per migliorare gli accordi presi a suo tempo dall’ex capo del Viminale.

“Come voi sapete – ha riferito, secondo quanto riporta il Quotidiano Nazionale, un intermediario libico ai nostri – nei campi della Libia ci sono 52.031 potenziali richiedenti asilo provenienti da Siria, Sudan, Palestina ed Eritrea. Se partono, dovreste prenderveli e tenerveli tutti. Meglio che non partano”.

Forse non hanno capito che la pacchia è finita. Salvini deve andare in Libia e fare un discorso chiaro a questi personaggi: noi siamo pronti ad aiutarvi finanziariamente e logisticamente per fermare l’invasione e liberare anche casa vostra dalla presenza molesta dei subsahariani. Ma non azzardatevi a minacciare, o la nostra Marina bloccherà i vostri porti. L’Italia deve tornare a parlare duro.

Intanto, nei giorni scorsi la nostra ambasciata a Tripoli ha incontrato il ministro degli Esteri Mohammed Siyala. L’ambasciatore, Giuseppe Perrone, ha voluto “sottolineare l’ importanza del dossier libico per il nuovo governo italiano” e “fare il punto sul comune desiderio di rilanciare la cooperazione bilaterale a tutti i livelli compresa la lotta ai traffici illeciti”. E domenica, sempre Perrone, si era visto anche con Al Serraj per parlare, tra le altre cose, anche di come fermare il flusso di clandestini “attesi per la stagione estiva”.




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