Arezzo, stupratore marocchino senza vergogna: “Me l’ha chiesto lei”

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Il clandestino marocchino che ha stuprato una trentenne aretina, Abdelaziz Goukar, 56 anni, resta in carcere. Il Gip Fabio Lombardo ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere che era stata chiesta dal Pm Julia Maggiore.

Il giudice ha sdegnosamente rigettato la sua versione del clandestino, secondo la quale era stata la ragazza a chiedere lo stupro. Forse, il marocchino, contava sul Gip di Macerata, quello della ‘relazione amicale’.

La decisione è giunta nel pomeriggio dopo l’udienza di convalida svoltasi in carcere in mattinata. Davanti al Gip, l’arrestato si è difeso sostenendo che si sarebbe trattato di un rapporto consenziente: lei lo avrebbe seguito di sua spontanea volontà nel tugurio ricavato da un complesso edilizio mai completato.

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Quale trentenne italiana, non vorrebbe farsi stuprare dal sessantenne marocchino che l’ha appena rapinata?

Via Curina è una strada tranquilla, alle spalle del supermercato Pam dei Cappuccini: zona ariosa e benestante, incastonata fra un’area residenziale degli anni ’60 ( i Cappuccini appunto) e il nuovo quartiere del Pantano. A guardare il verde in cui sono immerse le case (alcune ancora in costruzione) e il parco sul lato della strada, tutto verrebbe da pensare meno che quello è il teatro di un altro sconcertante caso di violenza sessuale, il secondo in una decina di giorni.

Il marocchino ha precedenti per spaccio e altri reati. E’ clandestino. Ma era ancora in Italia.

I carabinieri sono andati a prenderlo sabato, con un mandato di fermo del Pm di turno Julia Maggiore, al termine di un’indagine breve e di successo, anche per il coraggio della vittima nell’indicare il suo aguzzino.

Del resto i medici confermano quanto dice la giovane: c’è stato un rapporto sessuale e non è stato consensuale, i segni obiettivi indicano uno stupro.




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