Acquarius, inizia il ricatto umanitario: “Abbiamo bisogno di cibo”

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Inizia il ricatto ‘umanitario’. Dalla nave Aquarius di Medici senza frontiere, ferma a 27 miglia a largo di Malta e 35 dalla Sicilia con 629 clandestini a bordo, arriva il ricatto: “Abbiamo bisogno di un porto, sicuro, c’è cibo solo per un giorno”. Su Twitter Msf manda l’Sos: “Aquarius ancora in attesa. Abbiamo bisogno di un porto sicuro! Le persone a bordo sono esauste. Ritardi aumentano rischi per i più vulnerabili come bambini e donne incinte. Abbiamo cibo per un giorno. Chiediamo agli Stati europei di dare priorità alla vita delle persone”.

Non esistono bambini a bordo della Acquarius, tranne forse un paio. Il resto sono i soliti trentenni à la Minala che le Ong spacciano da anni per 17enni per poter scrivere ‘bambini’. Come questi:

BAMBINI A POZZALLO

Questo è solo l’inizio. Con la complicità dei media di distrazione di massa inizieranno a parlare di ‘malati’, magari, chissà, faranno anche morire qualcuno, per rendere tutto più credibile: siamo dinanzi a criminali, mai dimenticarlo.

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Salvini, non mollare. Invia una nave carica di cibo, così da far cadere il ricatto. Ma non mollare, sarebbe la tua fine. La fine dell’onda populista.

Intanto: “Questa sera ci sarà un vertice a Palazzo Chigi con i ministri competenti sulla questione”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in visita a Amatrice interpellato sul caso Aquarius e confermando di essere “in diretto contatto” con le autorità coinvolte.




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