Stuprata e strangolata a 14 anni: arrestato profugo iracheno

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È stato arrestato in Iraq, dove era fuggito, il principale sospettato per l’omicidio della 14enne Susanna, stuprata e poi uccisa in Germania. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer. Si tratta di Ali Bashar, 20 anni, iracheno la cui richiesta di asilo era stata respinta. È stato arrestato “questa notte verso le 2 dalle forze di sicurezza curde nel nord dell’Iraq su richiesta della polizia federale tedesca”, ha riferito Seehofer.

Susanna: stuprata, strangolata e sepolta da 2 profughi

La 14enne, Susanna Maria Feldman, sarebbe stata violentata e poi strangolata a morte. Il caso ha scosso la Germania, sollevando un dibattito con interrogativi sulle politiche migratorie nel Paese.

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Il giovane era arrivato in Germania a ottobre del 2015. L’adolescente, ebrea, è stata uccisa a Wiesbaden fra il 22 e il 23 maggio. Il suo corpo è stato trovato mercoledì grazie alle indicazioni di un rifugiato 13enne che assicurava che Ali Bashar gli aveva confidato di avere commesso il crimine. Ali Bashar, insieme ai genitori e ai cinque fratelli e sorelle, aveva poi lasciato la Germania il 2 giugno, quando ancora non era sospettato per l’omicidio, e si era recato a Erbil, nel nord dell’Iraq. La Germania collabora nella regione con i peshmerga, i combattenti curdi. Né Seehofer né le autorità curde hanno fornito dettagli precisi sulle circostanze dell’arresto. Precedentemente un portavoce del ministero degli Esteri tedesco aveva spiegato che Berlino e Baghdad non hanno un accordo di estradizione, il che potrebbe rendere difficile il rientro del 20enne in Germania.

Profugo stupra 14enne e poi la uccide

Ali Bashar era già noto alla polizia per diversi episodi di delinquenza e il suo nome compariva in un caso di stupro di una 11enne che abitava nello stesso centro per richiedenti asilo. Il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha colto l’occasione per denunciare la politica di accoglienza dei rifugiati voluta dalla cancelliera Angela Merkel. A Bashar era stato negato l’asilo, ma aveva il diritto di rimanere in Germania in attesa che la giustizia esaminasse il suo ricorso.




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