Venti profughi senza biglietto pestano autisti: massacrati di botte

Condividi!

«Ho scattato una foto, mentre scappavano, di spalle». Massimo Bornino, quarantacinquenne autista di bus della line 6 di Asf, era appena stato aggredito da un gruppo di venti immigrati africani.

VERIFICA LA NOTIZIA

Uno di loro lo ha preso per il collo e gettato a terra: non voleva che scattasse quella foto. Lui è riuscito lo stesso a catturare un’immagine del gruppo di immigrati africani in fuga, che ha consentito alla polizia di individuarne quattro nel giro di pochi minuti.

L’aggressione è avvenuta martedì sera alle 20.30 in pieno centro di Como, zona in balìa dei clandestini e finti profughi sollazzati da Croce Rossa e altre associazioni di collaborazionisti.

Vittime due autisti. Il primo, Pietro Lombardo, 46 anni, alla guida del bus della linea 11, era fermo in sosta: «Erano una ventina – racconta – sono saliti e non avevano il biglietto. Anzi, a dire il vero uno di loro me lo ha mostrato: era un vero e proprio collage, fatto unendo due biglietti usati, con la timbratura coperta da un pezzo di nastro adesivo bianco. Talmente inspessito che non entrava nell’obliteratrice. Gli ho chiesto di acquistare biglietti validi, ed è iniziata l’aggressione».

Alcuni di loro alzano la voce, iniziano a spintonarlo, lo colpiscono, gli strappano il cellulare e lo gettano a terra quando l’autista cerca di chiamare la polizia. Nel frattempo viene affiancato dal collega Bornino, che va in suo soccorso: «Sono salito sul bus – racconta con il collo protetto dal collare rigido, conseguenza del suo passaggio in pronto soccorso -. Una decina di stranieri sono scesi, ma era rimasto il gruppo più aggressivo. Mi hanno colpito, cercando di togliermi dalle mani il telefono, poi all’improvviso sono fuggiti, e ho scattato quella foto che li riprendeva di spalle». Mentre i due autisti cercavano di difendersi, ai centralini del 112 stava arrivando una raffica di telefonate di cittadini, tra cui i passeggeri fuggiti dai bus.

Sul posto arrivano due pattuglie della Volante della Questura, che grazie a quell’immagine, che ritrae giovani africani con magliette sgargianti, rintracciano Jolly Imade, ventunenne nigeriano e il connazionale Abdulganiu Oseni, 20 anni, oltre a due gambiani: Salifa Camara, 22 anni e Yusupha Ceesay, 24 anni. Il primo destinatario di un provvedimento di espulsione, già arrestato a febbraio per condotte simili, gli altri tre richiedenti asilo.

Ma quanti altri profughi dovranno pestare autisti, controllori, poliziotti e carabinieri prima che si capisca che in Nigeria e Gambia non c’è la guerra e vanno messi sul primo aereo? Urgono campi di detenzione dove infilare questa feccia: o lo fa Salvini, o ci penseranno migliaia di ‘Traini’.

I profughi sono accusati di interruzione di pubblico servizio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate. Ora sono in carcere, in attesa del rinvio del processo per direttissima.




Lascia un commento