Gomis, c’è anche un finto italiano ai Mondiali russi

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Li chiamano ‘nuovi italiani’, in realtà sono una mandria di profittatori che scelgono l’offerta migliore, quello che più gli conviene.

Un esempio tipico lo vediamo nel calcio. Dove scelgono la nazionale più forte o quella dove hanno la certezza di giocare. Ci sono decine di esempi in Francia e altri più recenti in Germania.

Man mano che l’Italia scivola nel delirio multietnico, ne abbiamo alcuni anche noi.

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Alfred Gomis, portiere – invero piuttosto scarso, come tutti i portieri colorati da Moacir Barbosa in poi – della Spal in prestito dal Torino, disputerà il Mondiale in Russia con la maglia del Senegal.

Il classe ’93, inizialmente, aveva indossato la maglia dell’under 20 italiana allenata all’epoca da Luigi Di Biagio. Gomis è arrivato in Italia all’età di tre anni ed è cresciuto tra Cuneo e Torino ma nel 2017, avendo la doppia cittadinanza, ha scelto di vestire la maglia del Senegal e ai microfoni del Corriere dello Sport ha raccontato: “Io unico italiano che andrà al Mondiale? Non ci avevo pensato, ma è così. Porterò in valigia anche il tricolore, con orgoglio: mi sento italiano, per educazione e formazione, non solo sportiva. E sarò sempre grato all’Italia: sono arrivato quando avevo 3 anni, sono cresciuto prima a Cuneo e poi a Torino, l’ho girata per giocare”.

Gomis ha poi continuato raccontato di essere tornato in Senegal: “Lì ci sono le mie radici, che non ho dimenticato. La scorsa estate ho fatto un viaggio in Senegal, dove mancavo da 15 anni: è stata la goccia definitiva, perché ho rivisto i luoghi della mia infanzia. E altri molto speciali. Ho scelto il Senegal per ricordare papà: quello che ha fatto per me e per i miei fratelli, tutti portieri anche loro, è stato pazzesco.
Infine, il portiere di proprietà del Torino ha parlato dell’Italia considerato da molti un paese razzista: “Quando entro in un luogo mi guardano in un certo modo, poi quando mi sentono parlare molto bene italiano è diverso. Sicuramente l’italia non è un Paese razzista, ma la situazione politica attuale può portare una persona comune ad aumentare i propri pregiudizi razzisti, si tratta più di ignoranza”.

Quello che questo personaggio piuttosto confuso e con il piede in due scarpe definisce ‘razzismo’ e ‘ignoranza’ è solo legittima difesa. E’ l’ordine naturale delle cose.

Lascia in Italia il tricolore. Non esistono ‘mezzi italiani’.

Immaginiamo se ci fosse una guerra tra Italia e Senegal, ci sparerebbe con il tricolore nello zaino?

Ma più ridicoli di lui sono i giornalisti, ormai prostitute con la penna al posto del culo, che scrivono queste cose non rendendosi neanche conto di come contrastino con l’ideologia che vogliono propagandare.




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