Figli di immigrati vandalizzano scuola, seconda volta in 2 anni: liberi

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Probabilmente non ricorderete il caso dei figli di immigrati che lo scorso anno schiantarono un bus contro la scuola di Carpi, visto che i media fecero di tutto per nascondere quanto avvenuto.

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Bene, i giovani virgulti hanno vandalizzato un’altra scuola. I giovani vandali hanno rubato 23 computer dall’istituto scolastico Sacro Cuore, nella notte fra martedì e mercoledì scorsi. La scuola, infatti, aveva denunciato una scorribanda criminale che aveva portato a diversi danneggiamenti dei locali, ma soprattutto alla sparizione di ben 23 computer da diverse aule dell’istituto. Il caso è stato preso in mano dai Carabinieri di Carpi, che grazie soprattutto ai filmati della videosorveglianza interna alla scuola sono riusciti in tempi record a identificare i criminali.

Intorno alle ore 4 due ragazzi sono entrati nell’area cortilivia della scuola, poi hanno sfondato una porta per avere accesso alla struttura. Una volta saliti al secondo piano si sono concessi una “pausa”, fumando e mangiando qualche snack, prima di esplorare gli ambienti. Trovata la chiave dell’aula professori hanno rubato i primi sei pc, sfondando l’armadio in cui erano custoditi. Una volta raggiunta l’aula di informatica, poi, hanno sfondato la porta e si sono impossessati di altri 17 dispositivi.

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Alle 5.20 un terzo giovane, chiamato telefonicamente, ha raggiunto l’istituto e ha aiuta i complici a trasportare tutto il bottino fino al parco di via Spinelli, dove la banda si è separata. I Carabinieri perdono le tracce di uno dei tre, ma riescono a ricostruire le mosse degli altri due, che si allontanano con 11 dei 23 computer: 5 vengono nascosti tra la vegetazione lungo la Tangenziale Bruno Losi, mentre i restanti 8 vengono venduti ad un ricettatore, un ragazzo di origine argentina residente in città, che li acquista per 150 euro.

A questo punto la coppia di malviventi torna a recuperare i restanti 10 computer e li sposta in via Lugli, dove però vengono sorpresi da un automobilista di passaggio. Questi – non certo un cittadino esemplare – invece che dare l’allarme alle forze dell’ordine, approfitta della fuga dei giovani e si impossessa a sua volta dei pc, facendo perdere le proprie tracce.

Come detto, sono state le telecamere a fornire un supporto decisivo alle indagini dell’Arma: la particolare andatura ciondolante di uno dei protagonisti ha ricordato ai Carabinieri quella di una recente conoscenza, vale a dire di uno dei ragazzi che rubarono gli autobus Seta un anno fa, lanciandosi poi contro l’Istituto Meucci. Raggiunto a casa dai militari, il ragazzo è stato trovato in compagnia di un coetaneo, poi identificato come il complice immortalato dalla videosorveglianza. Grazie ai tabulati telefonici, infine, si è risaliti all’identità del terzo “uomo”, che è proprio il leader del gruppo di vandali, il quale era per altro evaso dalla comunità minorile di Imola in cui avrebbe dovuto scontare la pena per quanto commesso nell’aprile 2017.

I tre, due di origine tunisina e un senegalese, oggi tutti maggiorenni, sono stati denunciati a piede libero per furto aggravato, mentre il maggiore è stato anche arrestato proprio per essersi allontanato da Imola. Denuncia per ricettazione anche per il 24enne argentino che ha acquistato i pc. I Carabinieri sono ancora al lavoro per rintracciare e restituire all’Istituto Sacro Cuore i 10 dispositivi che ancora mancano all’appello.




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