Ancora non è iniziato il Mondiale, ma c’è già il primo arbitro corrotto

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Il Mondiale deve ancora iniziare ma c’è già il primo arbitro corrotto. Ed è africano. E’ il primo nella squadra di 63 assistenti e 36 direttori di gara ad essere beccato. Si tratta del keniota Aden Marwa, escluso con effetto immediato causa corruzione.

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Ci si chiede cosa c’entri un keniota come arbitro vista la totale mancanza di storia calcistica del paese noto per i corridori del fondo.

A sollevare il caso è stata la BBC, che ha raccontato come Marwa abbia accettato la proposta di una tangente da 500 euro arrivata da un agente provocatore, un giornalista che si era finto membro della FIFA. Il sì dell’assistente, che ha così infranto il codice FIFA, ha ovviamente coinciso con l’esclusione dalla lista di chi stava per partire per la Russia. Alla federazione keniota presieduta da Nick Mwendwa non è rimasto che accettare la decisione, senza neppure presentare ricorso.

Marwa, che ha 41 anni ed era uno dei soli quattro assistenti africani selezionati per il Mondiale, dovrà essere sostituito. Per 500 euro in più ha dovuto dire addio ai 20.000 euro per la partecipazione al Mondiale oltre alla quota per le partite cui avrebbe dovuto partecipare come componente della squadra arbitrale prima di partire per la Russia.

Il problema corruzione nella FIFA nasce dal sistema elettivo del suo presidente: ogni federazione, al di là della propria storia, vale un voto. Questo porta a marchette come le troppe squadre africane e asiatiche ai Mondiali rispetto al valore espresso poi nella fase finale. Per questo Spagna e Italia sono finite nello stesso girone e poi si è affidata la presenza di una nazionale storica come la nostra al capriccio di uno spareggio: per far partecipare Arabia Saudita e Iran. Piuttosto che Tunisia e Marocco.




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