Post contro i profughi, gli vietano Facebook e impongono lettura libri pro-immigrazione

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Roberto S., 44enne di Portogruaro, è stato condannato a lavori di pubblica utilità con divieto di pubblicazione sui social per via di una frase definita “razzista” su Facebook contro l’arrivo di sedicenti profughi nella sua città.

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Il processo è stato sospeso ma il 44enne, oltre a dare 200 euro all’a$$ociazione “Noi migranti” di Portogruaro, dovrà svolgere per i prossimi 6 mesi attività di volontariato in una casa per anziani e periodicamente sarà convocato dall’Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna) per leggere e commentare alcuni testi sul tema dell’immigrazione per verificare il suo percorso.

Frasi eccessive, ma frasi. Purtroppo, in Italia ci sono magistrati attivisti che ritengono più grave augurarsi la morte di un invasore rispetto al farci soldi.

In una società libera non si processano le parole. E non si rieducano gli individui. Non importa cosa scrivono o cosa pensano. Solo gli Stati totalitari fanno corsi di rieducazione.




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