Vendola bizza: «Io, Eddy e nostro (!!!) figlio non esistiamo»

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«Benvenuti nel nuovo Medioevo». Sono queste le bizzarre parole con cui Nichi Vendola detto u’chiacchieratu del cartello elettorale Liberi e Uguali sceglie di attaccare il governo del cambiamento durante un’intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno.

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E lo fa difendendo il traffico di bambini: «Svegliarsi il primo giorno della nuova Era grillino-leghista e scoprire che io, il mio compagno e nostro figlio, come migliaia di altre famiglie arcobaleno non esistiamo. Il ministro Fontana, con concetti confusi, sta cercando di mettere in discussione la laicità dello Stato. E poi le frasi sulla globalizzazione sono parole in libertà, retorica da bancarella. Se poi si usa il tema delle nascite a quello dell’aborto, se si usa questo argomento per colpire la legge 194, allora dovranno mettere in conto la reazione delle donne del nostro Paese».

Non si deve confonde la laicità con il menefreghismo: e uno Stato ha il dovere di impedire che ricchi viziosi possano comprare bambini all’estero sfruttando la povertà o la stupidità di giovani donne.

Ma u’chiacchieratu va oltre: «Questa crescente puzza di anni ’30 sarà per gli elettori motivo di ripensamento. Ma la nuova stagione politica e di governo nasce dalla pancia delle politiche di destra fatte dai governi del Pd, se Salvini e Di Maio sono al potere è tutta colpa di Renzi. In questo esecutivo c’è qualche persona perbene e molti ministri da film horror. La cosa buffa è che ci sono tanti esemplari di razza della Casta e dei vecchi regimi. Come se la Rivoluzione Francese l’avesse guidata Maria Antonietta o la Rivoluzione Russa l’avesse fatta Rasputin. Ma forse questa è l’epoca dei paradossi».

Beh, chi l’ha fatta non l’ha sicuramente fatta bene.

Comunque sia: noi ci chiediamo ancora perché nessun magistrato abbia indagato Vendola. Eppure è reo confesso di avere violato la legge italiana. All’estero, d’accordo, ma, ad esempio, anche chi va a caccia di bambini in Thailandia viola la legge italiana all’estero: e viene giustamente perseguito anche in Italia.




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