Profugo prende a bottigliate carabiniere, giudice lo libera dopo 24 ore

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Profugo pesta carabiniere a bottigliate, non gli lasciava molestare passanti

Rimesso in libertà con l’obbligo di firma, il 29enne di nazionalità nigeriana (è difeso dall’avvocato Francesco Fusco) arrestato domenica sera dai carabinieri con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Questa la decisione del giudice Rotili al termine del processo per direttissima durante il quale è stato convalidato l’arresto e stabilito il prosieguo a settembre.

Come si ricorderà, l’extracomunitario era stato fermato dai militari nella zona tra piazza santa Sofia e piazzetta Vari:

Profugo pesta carabiniere a bottigliate, non gli lasciava molestare passanti

Intanto alcuni cuckold di estrema sinistra accusano i carabinieri di non essersi lasciati prendere a bottigliate:

Arriva una testimonianza sul caso del carabiniere che ha avuto una colluttazione con un migrante ubriaco in centro a Benevento.
Raffaele Siciliano, che ha assistito alla scena, spiega che nulla può essere imputato ai carabinieri che sono intervenuti: “La scorsa notte, come ormai noto, è stato arrestato un nigeriano di 29 anni nel centro storico di Benevento. Notizia che ha suscitato umori e malumori a molte persone.
Si è detto tanto, si è arrivati come al solito alle accuse di razzismo e date le varie versioni di testimoni oculari apparse sia sui social che sui giornali, ho pensato di esternare le mie, essendo stato uno dei due passanti che ha aiutato gli agenti.
Non ho assistito alle presunte molestie dell’uomo, ma la mia attenzione si è riversata sull’auto dei carabinieri e sull’allarmismo generale. Intuendo che stesse succedendo qualcosa di poco piacevole e per pura curiosità ho seguito gli agenti, arrivato nei pressi di piazza vari ho assistito alla scena del fermo dell’uomo.
Una volta portato in auto, come ormai noto, l’uomo ha aperto la portiera tentando la fuga. Ho assistito preoccupato per qualche secondo alla difficoltà degli agenti nel fermare ed ammanettare l’uomo, il quale continuava a dimenarsi violentemente per sfuggire agli agenti, ai quali ho chiesto più volte se necessitassero di aiuto. Gli agenti in difficoltà mi hanno dato il loro assenso, ed in due abbiamo cercato di immobilizzarlo per consentire l’ammanettamento.
Diverse testimonianze hanno visto l’uomo infastidire passanti e bambini, ha opposto resistenza e poi aggredito i due carabinieri, i quali di prassi, e se non avesse opposto resistenza, avrebbero portato l’uomo in caserma per regolari accertamenti, ma il suo atteggiamento ha peggiorato di molto la situazione opponendosi ad un pubblico ufficiale, quindi opponendosi allo Stato.
Si devono condannare certo le urla razziste udite dopo l’arresto, non è di certo il colore della pelle il problema, esistono squilibrati sia “bianchi” che “neri”, e se volessimo mettere da parte buonismo e razzismo siamo coscienti che il trattamento riservato all’uomo sarebbe stato lo stesso anche se fosse stato di “carnagione bianca”.
Siamo tutti al corrente che opponendo resistenza ad un pubblico ufficiale si vada incontro all’arresto, in qualsiasi paese del mondo. L’uso della forza da parte delle forze dell’ordine è lecito in questo casi, non essendoci stati ne pugni e ne schiaffi, ma solo ed esclusivamente il tentativo di bloccare ed ammanettare una persona aggressiva e pericolosa.
Per questo, avendo vissuto in prima persona l’accaduto, ritengo inopportuno qualsiasi tentativo di colpevolizzazione delle forze armate, le quali non hanno fatto altro che il loro dovere”.

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