Musulmano esige orario personalizzato durante Ramadan, trasferito: sindacato insorge

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Un lavoratore musulmano ha preteso dalla sua azienda di non lavorare nelle ore post-digiuno durante il Ramadan e l’impresa, giustamente, lo ha trasferito in un’altra sede.

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È la storia di un commesso dell’Eurospin di Orbassano (in provincia di Torino), denunciata dalla Fisascat Cisl.

Invece di proteggere donne incinte perseguitate dalle multinazionali, si strappano le vesti per i musulmani a digiuno.

Si tratta della stessa azienda che aveva trasferito a 100 km di distanza una commessa che si era rifiutata anch’essa di lavorare il 31 dicembre 2017, notte di San Silvestro.

Il rappresentante sindacale ha commentato così l’accaduto “Un nuovo episodio inaccettabile e gravissimo. L’atto commesso è profondamente discriminatorio e non tiene conto non solo dei contratti ma neppure delle esigenze legate a un altro credo”.

Quindi se il mio credo mi impedisce una cosa, gli altri si devono adeguare a me e non io alla società che mi ospita? Ha ragione il ministro danese: stiano a casa durante il Ramadan. Ma anche prima e dopo.




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