Derubato in spiaggia, segnale dell’iPhone porta al centro profughi: ma lì si fermano controlli

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Un post che ha scatenato la rabbia di migliaia di cittadini, con richieste al neo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di intervenire.

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Accade che domenica pomeriggio una madre decidere di denunciare su Facebook il furto subito dal figlio a Jesolo e l’impossibilità di recuperare la refurtiva, nonostante sia chiaro dove si trovi.

Leggiamo: “Stamattina in spiaggia, in piazza Nember – esordisce la donna – hanno portato via lo zaino di Andrea con dentro tutto: iPhone, soldi, carte di credito, IWATCH, chiavi della macchina e chiavi dell’appartamento. Dopo un rimbalzo assurdo tra gli organi di polizia scopro che di domenica non raccolgono denunce ma il servizio torna riattivo il lunedì”.

“Tramite ‘trova il mio iPhone’ localizziamo il telefono all’interno del centro migranti di piazza Milano – continua la donna – dopo varie difficoltà e rimbalzi tra 112 e 113 riusciamo ad ottenere che una pattuglia raggiunga mio figlio, che intanto è piazzato lì fuori, per controllare. Questo solo teoricamente, perché nella pratica entrano (armandosi di spray al peperoncino) accompagnati dalla Croce Rossa che gestisce il Centro, e si limitano ad entrare e “fare un giro” senza nemmeno provare ad entrare dentro gli alloggi vicini al segnale che ci arrivava del telefono. Questo configura il controllo che è stato fatto. (…). Secondo la Croce Rossa il telefono si sarebbe potuto trovare lì perché chi l’aveva rubato l’aveva poi lanciato dentro, ovviamente. Riducendo tutto alla solita accusa di razzismo. Dopo poco sono usciti e il risultato è il nulla assoluto”.

Indecente.




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