Salah, Imam: “Punito da Allah”

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Per Mohamed Salah l’infortunio alla spalla è stato un castigo divino per aver infranto il digiuno del Ramadan. A sostenerlo è un imam del Kuwait. “Allah lo ha punito – ha scritto su Twitter Mubarak al-Bathali – perché mangiare e bere per poter disputare una partita di calcio non è una scusa legittima per interrompere il digiuno durante il mese sacro”.

In sostanza, visto che ai musulmani è concesso di violare il digiuno per motivi di viaggio, se Salah avesse deciso d’infrangere il Ramadan perché doveva volare da Liverpool a Kiev per giocare la finale, non avrebbe commesso peccato. Optando invece – pare su consiglio di un nutrizionista – di non attenersi all’antico precetto solo per non compromettere la gara, avrebbe sfidato le ire di Allah, che si sarebbe così vendicato facendolo infortunare e mettendo quindi a rischio la sua partecipazione al Mondiale.

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“Salah ha ricevuto un cattivo consiglio – ha continuato Al-Bathali – e sfortunatamente dovrà sopportarne il peso. La vita è nella mani di Dio, tutto accade secondo la sua volontà e forse l’infortunio è una cosa buona”.

“Salah è un uomo virtuoso, buono e rispettato – ha detto l’imam – è un grande ambasciatore per i musulmani e ne sta migliorando l’immagine in Occidente. Non deve rattristarsi, perché la porta del pentimento è aperta”.




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