Scandaloso: assassino Pamela viene pagato dai contribuenti

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Ieri la Lega, nel corso di una visita nel carcere di Marino del Tronto, ad Ascoli, aveva criticato il fatto che il 29enne nigeriano in carcere lavorasse: «Se è vero la cosa deve immediatamente interrompersi» avevano detto.

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Ed è vero. Conferma il suo avvocato: «Sì, Oseghale in carcere lavora – dice l’avvocato Matraxia –. Si tratta di pochissime ore e riceve un compenso ogni due mesi. Sono poche decine di euro. Non è un regalo che gli fanno ma è previsto dall’ordinamento penitenziario. Tengo a precisare che non è vero che è stato ammesso al gratuito patrocinio». Beh, con tutti i soldi che ha fatto spacciando droga, può usare quelli per pagarti: caro avvocato, vieni pagato con i soldi sporchi di sangue di tanti ragazzi.

Mentre si svolgeva l’udienza davanti al tribunale, intanto, gli amici di Pamela hanno steso alcuni striscioni. Lo zio di Pamela ha detto di sperare che «le indagini stiano riempiendo quei buchi neri che in un caso complesso come questo ci possono stare. Siamo qui con mia sorella e gli amici di Pamela perché ci auguriamo che la giustizia vada fino in fondo, a 360 gradi, cercando di far luce non solo sul tragico e barbaro omicidio perpetrato su una ragazzina di 18 anni, ma anche sui fatti che lo hanno preceduto. Tra cui allontanamento dalla comunità».




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