Cedere ora su Savona sarebbe inginocchiarsi alla Merkel

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La notizia di oggi è l’idea lancia da Di Maio di uno spostamento di Savona dal ministero dell’Economia ad un altro ministero. Salvini ha detto che ‘valuterà’. Sarebbe un errore: un grave errore.

Non tanto per questioni di sostanza. Savona non è Dio in terra, quindi non è l’unico che può fare il ministro in quel posto. Ma in politica, e non solo in politica, talvolta la forma è sostanza: e cedere, ora, dopo giorni di scontro, ai diktat di poteri che non sono democratici, avrebbe una portata simbolica devastante. Questo al di là di ogni altra considerazione tattica o strategica.

Il governo populista nascerebbe già moribondo. Perché quando inizi cedendo, soprattutto in un modo così plateale, non potrai che continuare a farlo. Per non dire quale impatto avrebbe la decisione sulle truppe: gli elettori leghisti e dei cinquestelle, dopo giorni di disgusto e reazione alla volgare sceneggiata di Mattarella, verrebbero delusi. Probabilmente in modo irrecuperabile. E’ molto difficile recuperare la fiducia di chi si era in modo così entusiasta schierato.

Lasciate che a cedere sia Mattarella, che è totalmente nel pallone. E se Di Maio ha avuto la brillante idea di un’inversione a U dall’impeachment alla collaborazione con l’eversivo, che sia lui ad impiccarsi nel cappio che si è messo al collo da solo. E non l’Italia.




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