Magistrati scatenati: caccia a chi ha offeso Mattarella, reato di Vilipendio

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Offese sui social a Mattarella, la procura di Palermo avvia un'indagine

Posted by Giornale di Sicilia on Tuesday, May 29, 2018

Dovrete fare i processi allo stadio, visto il numero di italiani che hanno ‘offeso’ il re. Il reato di vilipendio è una oscenità antidemocratica. Non può esistere in una democrazia.
E qualcuno spieghi ai magistrati che se alcuni commettono un ‘crimine’, allora è reato, se lo commette un popolo, si chiama rivoluzione.

Un fascicolo per offese al prestigio e all’onore del presidente della Repubblica era già stato aperto nei giorni scorsi. Pena prevista: da uno a cinque anni. Oltre a varie minacce al capo dello Stato, sui social, nell’inchiesta, sono confluite le esternazioni di Vittorio Di Battista, padre del grillino Alessandro, finito indagato. «Mister Allegria, fai il tuo dovere e non avrai seccature», aveva scritto su Facebook, aggiungendo che il Quirinale avrebbe potuto trasformarsi nella Bastiglia. Episodi su cui indaga il Ros dei carabinieri. E adesso il procuratore aggiunto Francesco Caporale e il pm Eugenio Albamonte attendono la prima informativa della polizia postale che, dopo i fatti di domenica, sta monitorando i social network.




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