Procedura di Impeachment, come funziona: perché Mattarella rischia

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Procedura di impeachment – Il capo dello Stato risponde davanti al Parlamento per le ipotesi di alto tradimento o attentato alla Costituzione.

In questo caso il Presidente è messo in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei propri membri.

Art. 90 – Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri. Quindi Lega e M5s (ma crediamo anche FdI) hanno i voti per metterlo sotto stato d’accusa.

Spetterà poi alla Corte costituzionale (attualmente composta da 14 membri), integrata con 16 cittadini, tratti a sorte da un elenco di 45 persone eleggibili a senatore, il compito di emettere la sentenza. In questo frangente, la Corte deve essere composta da almeno 21 giudici, di cui quelli aggregati devono costituire la maggioranza.

La procedura:

Per arrivare al pronunciamento della Corte Costituzionale diversi sono però i passaggi previsti, tanto che non si è mai arrivati a completare il percorso. Innanzitutto deve essere presentata una richiesta di messa in stato d’accusa al presidente della Camera, corredata da tutto il materiale probatorio a sostegno dell’accusa, cosa fatta questa mattina dai parlamentari grillini. A questo punto il presidente della Camera ha il dovere di trasmettere il dossier ad un apposito comitato, formato dai componenti della giunta del Senato e da quelli della giunta della Camera competenti per le autorizzazioni a procedere (i cui membri sono nominati dai presidenti delle Camere, e devono rappresentare tutte le forze politiche), che ha il compito di decidere sulla legittimità dell’accusa e, dopo aver raggiunto un verdetto – votato a maggioranza -, presentare una relazione al Parlamento riunito in seduta comune. Il rapporto esposto alle Camere contiene le decisioni del comitato, che può scegliere tra archiviare il caso, qualora ritenga le accuse non pertinenti con quelle stabilite dall’art. 90, o deliberare la votazione in aula per la messa in stato d’accusa vera e propria. Dopo il pronunciamento del Parlamento riunito in seduta comune su alcune questioni accessorie si procede, nel caso di richiesta d’archiviazione da parte del comitato, senza passaggio al voto. Se invece la relazione propone la messa in stato d’accusa, la si vota a scrutinio segreto. Perché si proceda, la proposta di destituzione deve essere votata dalla maggioranza assoluta dell’assemblea. A questo punto, qualora dalla votazione emerga che il Parlamento dà l’autorizzazione a procedere, la questione passa alla Corte Costituzionale, alla quale per questa particolare circostanza vengono affiancati sedici giudici aggregati, estratti a sorte da un elenco di quarantacinque persone – i requisiti di accesso sono gli stessi dei giudici della Corte – compilato dal Parlamento ogni nove anni. Nella stessa seduta il Parlamento elegge dei rappresentati dell’accusa, che in pratica faranno da pubblici ministeri durante le sedute della Corte. È quindi la Corte costituzionale così composta che infine decide attraverso un vero e proprio processo, al termine del quale la Consulta emetterà una sentenza inappellabile.

Ma è probabile che il presidente si dimetterebbe una volta ‘sfiduciato’ dal Parlamento con la messa in stato d’accusa.




2 pensieri su “Procedura di Impeachment, come funziona: perché Mattarella rischia”

  1. Non ci sarà nessun impeachment, è un’altra presa per il culo.
    > Spetterà poi alla Corte costituzionale (attualmente composta da 14 membri)
    Membri della CC https://en.wikipedia.org/wiki/Constitutional_Court_of_Italy#Membership
    Di questi 14 membri (in senso letterale, non in senso anatomico) quanti voterebbero a favore dell’impeachment ?
    Quasi nessuno ?

    > , integrata con 16 cittadini, tratti a sorte da un elenco di 45 persone eleggibili a senatore
    Sono sicuro che i 16 cittadini verrebbero estratti totalmente a sorte, a soreta, a mammeta, a figlieta, quasi tutti iscritti del PD, o membri del PD, in senso anatomico.

    Morale della favola, niente impeachment, niente governo della maggioranza eletta dagli italiani, niente inversione di rotta a 180 gradi (più che altro a 90 gradi) della politica di distruzione dell’Italia a mezzo immigrati del terzo mondo, niente liberazione dalla servitù all’unione europea, niente democrazia.

    Democrazia come illusione di massa di poter decidere.

    Se le elezioni potessero portare a un vero cambiamento dell’esistente, le renderebbero illegali.

    Infatti, così come negli Stati Uniti dove Trump non ha fatto assolutamente 1 CAZZO di quello che aveva promesso di fare (eccetto spostare l’ambasciata americana a Gerusalemme, unica promessa elettorale mantenuta), così in Italia, se le cose dovessero cambiare, non cambierebbero a seguito della cosiddetta democrazia, ma a seguito di qualche conflitto tra elite, mai a seguito di elezioni.

  2. Una volta che l’eventuale procedura di impeachment (buffonata col voto truccato) verrebbe archiviata, m5s e lega se ne dovrebbero stare muti e rassegnati perchè a quel punto “democrazia è fatta”, le regole sarebbero state seguite, quindi lamentarsi andrebbe contro le regole costituzionali, e chi si lamenta sarebbe nel migliore dei casi un piagnone che non saprebbe perdere, nel peggiore dei casi qualcuno che si mette al di fuori dell’ordine costituzionale, un estremista chi non accetta il centrosinistra eurotecnocratico permanente della madonna (contro la volontà popolare della maggioranza), quindi la futura reazione dei partiti populisti all’esito dell’ impeachment potrebbe tornare utile all’estabilishment per marginalizzare i populisti in quanto antidemocratici.

    Alcuni populisti si ammorbidirebbero, finirebbero per ostentare professione di fede pro unione europea pur di stare nel giro della politica accettabile e al tempo stesso cercare di prendere i voti degli italiani incazzati, magari con accenni alla necessità di ridurre gli immigati.

    Altri continuerebbero a segnalare al mondo politico di essere euroscettici, mentre euroscettico diventerebbe sinonimo di appestato, lebbroso, subumano da evitare.

    Un bel divide et impera.

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