Consulta contro legge Veneto perché favorisce italiani in Asili Nido

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Il requisito della residenza protratta per 15 anni, richiesto da una legge del 2017 della Regione Veneto, come titolo di precedenza per l’accesso agli asili nido, fatto per favorire le famiglie italiane rispetto a ‘loro’, è incostituzionale.

Lo hanno deciso i parrucconi della Corte costituzionale, un’altra struttura anti-democratica che impedisce l’espressione della sovranità popolare.

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Secondo i parrucconi, la norma contrasta col principio di uguaglianza, poiché introduce un criterio irragionevole per l’attribuzione del beneficio, e con la funzione educativa e socio-assistenziale. Secondo la Corte, la legge introduce un criterio irragionevole per l’attribuzione del beneficio, non essendovi alcuna “ragionevole correlazione” tra la residenza prolungata in Veneto e le situazioni di bisogno o di disagio. La norma contrasta inoltre con la funzione educativa nei confronti dei bambini dell’asilo nido e con quella socio-assistenziale a vantaggio dei genitori privi dei mezzi economici per pagare l’asilo privato.

Una barzelletta. Una legge fatta per dare asili nido anche agli italiani costretti a pagarsi l’asilo privato, viene bocciata con la scusa di chi non può permettersi l’asilo privato.

Non potendo scrivere ‘prima gli italiani’ nella legge, perché ‘discriminatorio’, venne inserito il criterio della residenza, come per le case popolari, ma anche questo è ora ritenuto ‘discriminatorio’ da giudici costituzionali nominati negli anni da PD, Napolitano e Mattarella.

La Consulta è una struttura che non dovrebbe esistere in un sistema democratico, perché una quindicina di togati decide se una legge voluta dal popolo è giusta o meno, e lo fa basandosi sulle proprie convinzioni politiche: intollerabile. Almeno, dovrebbe potere decidere solo all’unanimità, quindi in caso di leggi palesemente incostituzionali.

Questa sentenza ci fa capire quanto sarà difficile la strada del governo populista con tutti questi poteri non eletti che ne intralceranno il lavoro.

Ci vuole un nuovo articolo della costituzione che dice chiaramente: prima gli italiani. Solo in questo modo strutture eversive come la Consulta non avrebbero più modo di discriminare gli italiani.

Zaia reagisce in modo anche troppo moderato: “Prendiamo atto con rispetto della sentenza della Consulta, però nella nostra legge non vedo nulla di oltraggioso, ma contenuti di buon senso. Mi dispiace che, troppo spesso, quando si fa qualcosa per la gente che risiede nei territori scatti, quasi in automatico, un’ingiusta accusa di razzismo, perché così non è”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando la sentenza della Consulta che ha bocciato il requisito della residenza protratta per 15 anni come titolo precedenza per gli asili nido. Zaia porta un esempio a sostegno della sua tesi: “mettiamo che ci si trovi in una situazione di posti in esaurimento in un asilo, una sorta di overbooking – argomenta il governatore – A parità di reddito Isee, e quindi di fronte a una uguale situazione di difficoltà cosa è più equo fare? Scegliere un residente da anni o uno appena arrivato?”.




Un pensiero su “Consulta contro legge Veneto perché favorisce italiani in Asili Nido”

  1. Senza entrare nel merito del problema specifico, nel leggere della cancellazione di una legge regionale perchè contrasta con i principi cosrittuzionali mi sorge un dubbio.
    Nel 1946 tutti i parlamentari erano tenuti a giurare sulla giovane costituzione. Ai padri forndatori (credo ovviamente ero piccino) venne un dubbio “ma se con il passare del tempo le nostre decisioni odierne diventassero un problema per la nazione come faranno a modificare la costituzione se hanno giurato sulla stessa?”
    Dal 1947 solo ministri, presidenti e pochi altri giurano sulla Costituzione che così come è la devono difendere.
    Gli altri parlamentari possono riformarla.
    Mi piacerebbe chiedere “È costituzionale un Ministero per le riforme costituzionali? “

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