Treno contro Tir, ‘sembrava terremoto’: la tragedia di Roberto

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Era molto legato alla Sardegna e ogni anno tornava sull’Isola per trascorrere le vacanza a Bosa. Lo racconta al tg della tv locale Videolina Matteo Madau, il cugino di Roberto, il macchinista di 61 anni, di origini sarde, morto nell’incidente ferroviario a Caluso (Torino), sulla linea Chivasso-Aosta. Nato in Piemonte e residente a Ivrea, la vittima aveva ancora forti legami con la terra dei genitori. “Ogni anno rientrava per fare qui le ferie – ricorda il cugino – affittava una casa a Bosa con il papà, che è di Lunamatrona (sud Sardegna, ndr) e la sorella. “Adorava il suo lavoro – sottolinea Matteo Madau – era sempre pronto ad aiutare tutti: tante volte si fermava qualche secondo in più per far salire le persone che arrivavano all’ultimo. La sua scomparsa così improvvisa è un grande lutto per tutta la famiglia, una tragedia che non si può descrivere”.

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“A un certo punto abbiamo sentito questo grosso botto, il treno ha iniziato come a tremare. Hanno iniziato a cadere le valige, a muoversi gli oggetti. Subito mi era sembrato un terremoto”. E’ invece la testimonianza dell’aostano Daniele Di Tommaso, insegnante di Lettere di 44 anni, tra i passeggeri del treno.

“Ero nel secondo vagone, c’erano altre cinque persone. Siamo rimasti sospesi, e solo dopo – racconta – abbiamo scoperto di essere sopra il primo vagone. Sospesi e inclinati, non sapevamo dove stare, c’era la paura che il vagone potesse scendere e cadere giù. Allora poi abbiamo cercato di uscire: abbiamo prima rotto il vetro, però poi abbiamo visto che lì eravamo troppo in alto per scendere. Allora siamo passati dall’altra parte e siamo riusciti a uscire dalla porta del treno. Poi siamo andati nel punto di raccolta e abbiamo visto che pian piano arrivavano i soccorsi. Lì ci siamo resi conto della situazione”.




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