Figlio consigliere CSX dà fuoco a casa del padre affittata ai profughi

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Ancora fuoco contro un appartamento che ospita richiedenti asilo in Trentino. È successo giovedì notte in via Bordesino a Lasino, Trento. L’autore dell’incendio – Falilou Seck di 26 anni – è il figlio del proprietario di casa, il primo (e speriamo ultimo) consigliere comunale ‘di colore’ della città di Trento, Mamadou Seck, eletto nella coalizione di centrosinistra.

Il giovane, che risiede al piano inferiore, è stato arrestato con l’accusa di incendio doloso aggravato dall’aver dato fuoco a un edificio abitato. Dal carcere dice che non voleva fare del male né bruciare la casa, ma solo spaventare gli abitanti dell’appartamento. I tre migranti ospitati nel Comune di Madruzzo (due dei quali erano presenti in casa al momento dell’incendio) sono già stati trasferiti nell’Alto Garda.

L’immigrato di seconda generazione è noto per avere bastonato anni fa i carabinieri e devastato la stessa casa.Un altro che è qui per pagarci le pensioni: lo definiscono italo-senegalese.

E’ comunque interessante scoprire che i politici africani di centrosinistra fanno business con l’accoglienza dei loro simili. Prendono i soldi dagli italiani portando avanti la sostituzione etnica.

“Apprendo oggi che il responsabile dell’incendio all’edificio destinato come alloggio dei profughi presso Lasino è figlio dell’ex consigliere comunale di colore Mamadou Seck” ha riferito quest’oggi Emilio Giuliana di Progetto Nazionale Trentino.

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E non risparmia critiche a chi, nei giorni scorsi, aveva sostenuto che fosse un atto razzista all’origine dell’incendio di Lasino: “Ora che è stato individuato come responsabile del fatto il figlio di un africano, si parla di fragilità caratteriale, prima di parlava di razzismo. Davanti a fatti come questo di Lasino possiamo capire che la società multietnica è estremamente dannosa. Quanto potrà andare avanti una società i cui componenti non trovano le proprie radici identitarie e culturali?“.

“Da due decenni avverto, a questo punto posso dire con lungimiranza, riguardo ai corto circuiti che la società multietnica avrebbe innescato” continua Giuliana. “Oggi con eccessivo ritardo, coloro che sono stati complici di questa catastrofe sociale si allarmano. Ma non lo fanno per un cambio di rotta quanto piuttosto per meschino interesse elettorale: si allineano al sentire e alle preoccupazioni della popolazione, contraria e terrorizzata all’americanizzazione della nostra patria“.

In chiusura, Giuliana cita anche Dante: “Settecento anni fa nella sua grande opera letteraia, la Divina Commedia, scrisse una terzina a proposito del multiculturalismo: La mescolanza delle genti è causa dei mali della città (Paradiso, Canto XVI – V. 19)”.




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