Ikea e PD alleati: 500 euro di sconti, ma solo alle coppie gay

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Le multinazionali sono un’arma di distruzione di massa. Ed è loro convenienza disarticolare le società nazionali per ‘aprirle’ alla Globalizzazione.

Uno dei metodi migliori per ‘aprirle’ è indebolirle attraverso immigrazione e politiche contro la famiglia, che è la vera componente ultima della resistenza.

Così non sorprende la proposta della multinazionale Ikea, in collaborazione con il Comune di Bari (PD), di destinare un contributo di 500 euro per le ‘coppie’ omosessuali che entro fine agosto si uniranno civilmente. Un modo per cercare di mascherare un po’ il flop delle cosiddette ‘unioni civili’.

Un tesoretto da investire in arredamento, banchetto nuziale e viaggio in Scandinavia, che non ha mancato di suscitare l’ira di partiti politici e associazioni.

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Tra questi Fratelli d’Italia e i due comitati Popolo della Famiglia e Generazione Famiglia, che in mattinata hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al negozio a Bari del colosso svedese dell’arredamento. All’iniziativa hanno preso parte l’onorevole Marcello Gemmato e i consiglieri comunali Filippo Melchiorre e Michele Caradonna, che hanno promesso di portare la questione in Commissione Pari opportunità. “Si tratta di una mera opportunità di marketing – spiega Melchiorre – finalizzata a penalizzare i pugliesi e che non supporta i nuclei familiari eterosessuali e quindi la genitorialità”.”Famiglia è un nostro asset principale – gli fa eco Caradonna – e per questo il Comune deve tutelarlo e scongiurare episodi discriminatori come questo”.

La vicenda sarà portata anche all’attenzione del Parlamento, grazie all’iniziativa dell’onorevole Marcello Gemmato: “A discapito di tante coppie eterosessuali precarie, che potenzialmente investono per lo più nella catena svedese, siamo dinanzi ad una iniziativa discriminatoria e non inclusiva, pertanto produrrò un’interrogazione parlamentare per verificare i contorni della vicenda”.

Ikea devasta il tessuto produttivo italiano con i suoi prodotti di infima qualità. Ma la sua presenza è connaturata sia come causa che come effetto all’impoverimento degli italiani e alla precarizzazione del lavoro.




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