Sapelli: “Fatto fuori da Mattarella e Di Maio”, Colle smentisce

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Ieri sembrava fatto per il prof Giulio Sapelli, indicato dalla Lega come premier. Poi è saltato tutto. O forse non è mai stato.

In un’intervista al Sussidiario attacca: “Se Di Maio vuole fare il premier a tutti i costi Salvini ha chiesto mani libere sul resto. Ma a quel punto Mattarella potrebbe avergli detto che non vuole sentir parlare delle sue proposte sull’Europa e sul resto”. Sapelli dice di non avere dubbi su chi abbia fatto saltare la sua nomina: il veto sulla sua candidatura l’ha messo “l’asse Mattarella-Di Maio, prono all’Europa, anzi a questa Europa, alla Ue così com’è”, che invece va rimessa in discussione a cominciare dallo strapotere esercitato dalla Germania.

“Sarei andato a parlare con la Merkel. Sull’austerity la Germania si sta spaccando, non sono più tutti duri e puri. Ci dica, frau Merkel, dove dobbiamo andare? A Monaco o ad Amburgo?”.

“Continuo a pensare che siamo davanti a un vulnus inferto alla Costituzione. Non eravamo una repubblica parlamentare? Forse quando Mattarella è andato a trovare Napolitano ha contratto la sua malattia. Mattarella vuole il governo tecnico, mi chiedo però quale sia il tecnico che si presta. Il Paese si accorgerà che abbiamo avuto una grande occasione, quella di rinegoziare l’Europa, di uscire dalla deflazione – conclude Sapelli – e dare un po’ di respiro ai paesi europei senza cadere nel nazismo economico, che se andiamo avanti così è quello che ci aspetta”.

L’Ufficio Stampa del Quirinale ha poi smentito le dichiarazioni del professor Giulio Sapelli: “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non ha posto alcun veto o diniego sul professor Sapelli per la semplice circostanza che nessuno, né prima né durante le consultazioni, gli ha mai proposto, direttamente o indirettamente, il suo nome”.

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Poco prima, Giulio Sapelli, al quotidiano ‘Lo Speciale’ aveva ribadito le accuse: “Non mi parli di Mattarella. Lui è la grande ‘anomalia’ di questa situazione. Il professore ha poi proseguito: “E’ stato una delusione. Penso che se fosse ancora vivo il grande costituzionalista Leopoldo Elia avrebbe duramente criticato il comportamento del Presidente”.

“E’ chiaro che ad ostacolarmi sono stati quelli che comandano questo Paese. Io avrei potuto trasformare un’armata brancaleone in un qualcosa di serio e questo ha fatto paura a molti. E’ evidente che c’è chi non vuole il cambiamento”.

“La verità è che ci sono pressioni enormi che arrivano soprattutto dalla tecnocrazia europea che non vuole far nascere questo governo e il centro di queste pressioni, inutile nasconderlo, è il Quirinale. Per chi ama la Costituzione quello di ieri è stato un giorno davvero triste”.

Dubitiamo che Salvini si faccia dettare l’agenda da Mattarella. In queste circostanze meglio tacere e aspettare, stanno girando troppi rumors privi di reale consistenza.




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