Ravenna: 350 profughi in hotel e famiglia italiana con 4 figli in furgone

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Invalido all’80%, sfrattato insieme a moglie e 4 figli: “Aiutiamo Nicola a trovare una casa”

Un gesto di solidarietà per aiutare una famiglia ravennate in grave difficoltà: è quello che chiede il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, che lunedì ha assistito alla consegna dell’atto giudiziale con cui una famiglia di San Pietro in Vincoli ha subìto lo sfratto esecutivo dalla propria abitazione. “L’unica proprietà entro cui potrebbe ripararsi a partire da oggi è costituita da un furgone da sei posti e da un’auto, attualmente non circolante, ultradecennali – spiega il consigliere d’opposizione – La famiglia, composta dal padre Nicola e dalla madre Nunzia, quarantenni, e da quattro figli tra i due e i 17 anni, vive esclusivamente col lavoro del padre e ha un reddito Isee di 7.977,80 euro. Il loro appartamento fu acquistato con un mutuo all’epoca in cui Nicola era contitolare di una ditta di impianti elettrici. La rata mensile di 900 euro è stata onorata per alcuni anni, finché, causa la crisi dell’edilizia, non è stato più possibile farvi fronte. Di qui la spirale che ha portato la famiglia a perdere la proprietà dell’alloggio e infine a esserne sfrattata”.

Il fallimento della società e la malattia
“Con il proprio stipendio da operaio elettricista di un ditta ravennate, Nicola paga a Equitalia da circa 10 anni, con 400 euro al mese, il debito tributario contratto con lo Stato quando la sua società era andata in fallimento, che finirà di pagare quest’anno – prosegue Ancisi – Nel 2017, però, a Nicola è stato diagnosticato un Linfoma N.H. Angio immunoblatico stadio IIIB. Ha quindi sofferto un pesante trattamento chemioterapico e successivamente un autotrapianto di cellule staminali. Di qui il riconoscimento di un’invalidità civile dell’80%. Perdendo nel 2017 la proprietà del suo appartamento, la famiglia – che prima di allora non aveva mai chiesto aiuto né assistenza al Comune – ha potuto finalmente presentare domanda, a procedura di sfratto già in corso avanzato, di una casa popolare, conseguendo una posizione in graduatoria tra le più avanzate per ottenere un alloggio idoneo a ospitare sei persone. Stando alle previsioni, esso potrebbe esserle consegnato entro l’anno”.

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E fino ad allora? “La famiglia non ha potuto reperire nessun alloggio temporaneo a un canone sostenibile, anche per l’impossibilità di offrire le garanzie richieste, stante il contratto lavorativo precario di Nicola – spiega il consigliere – La soluzione prospettata dal servizio sociale per far fronte all’emergenza consiste nello “smembrare” la famiglia, collocando Nunzia e i figli minorenni in un albergo sociale: soluzione che la famiglia, straordinariamente unita, non vuole assolutamente accettare, stante anche la condizione di grave malattia del padre. Fino al prossimo lunedì la famiglia può utilizzare il loro alloggio solamente per sgombrarlo dai mobili, nel frattempo collocando i figli in modo che non dormano su strada”.

L’appello
Ancisi rivolge così un appello alla cittadinanza affinché chiunque ne abbia la possibilità offra a questa famiglia l’ospitalità temporanea di un alloggio per i pochi mesi entro cui il Comune potrà darle la casa popolare a cui ha diritto. “Al trasloco e ai lavori di eventuale piccola sistemazione provvederanno Nicola stesso e i due figli più grandi – conclude il capogruppo – Ogni risposta o indicazione al riguardo può essere segnalata all’indirizzo mail grulistara@comune.ra.it, tel. 0544482225, o di persona presso gli uffici comunali dei gruppi consiliari in piazza del Popolo. Ai servizi sociali e ad Acer rivolgo invece la richiesta di operare perché, nei tempi tecnici più solleciti, Nicola, Nunzia e i loro figli possano prendere possesso della loro casa popolare”.

Intanto, a Ravenna sono ospitate alcune centinaia di sedicenti profughi.

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