Ragazzina circondata e pestata da immigrate: «Ti devo tagliare la gola» – FOTO

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Buttata a terra, tirata per i capelli, presa a calci e infine rapinata del cellulare e del portafoglio da quattro coetanee: immigrate.

La vittima dell’ennesimo episodio che i media locali definiscono di “bullismo” – e che a parti inverse avrebbero definito di ‘razzismo’ – è una studentessa reggiana che ieri verso le 13.30 stava tornando a casa zaino in spalla.

Le frasi gridate durante la violenza aggressione: «Tu mi offendi, io sono vergine», «Sono due anni che ti devo tagliare la gola».

In particolare una delle quattro straniere, una ragazza di colore con i dreadlocks (le treccine) si è scagliata addosso alla ragazzina italiana facendola cadere: l’ha afferrata per i capelli, l’ha presa a calci e le ha svuotato una bottiglietta d’acqua addosso.

Il tutto sotto lo sguardo attonito dei passanti e in particolare di un operaio, che restando a distanza ha provato a calmare le acque, ricevendo in risposta degli insulti.

Ormai gli italiani assistono, a distanza, ai pestaggi delle loro figlie.

Un padre di passaggio ha cercato di contenere la responsabile dell’aggressione, che dopo aver arraffato alla vittima il cellulare e il portafoglio si è allontanata insieme alle amiche.

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L’accaduto si è svolto proprio sotto le finestre della redazione del giornale locale la Gazzetta di Reggio, con le urla che hanno attirato l’attenzione dei giornalisti che per una bizzarra questione di privacy, hanno diffuso le foto delle delinquenti con i volti oscurati.

La redazione ha subìto chiamato il 112, richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

Dopo pochi minuti una gazzella dei carabinieri della stazione di Santa Croce è arrivata nel parcheggio, trovando Mara seduta per terra, sotto choc, con gli indumenti bagnati e una mano sulla testa per il dolore, mentre veniva consolata. I militari hanno raccolto la testimonianza della vittima, che ha riferito della rapina dello smartphone e del portafoglio.

«Quella che mi ha aggredito la conosco da un sacco di tempo. Sto bene, mi importa solo del cellulare». La perseguita da un sacco di tempo. I carabinieri hanno fatto salire la vittima sull’auto di servizio e hanno eseguito diversi giri di perlustrazione al Parco del Popolo alla ricerca della rapinatrice e delle sue complici, al momento svanite nel nulla.

A queste bestie vogliono dare la nostra cittadinanza.




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