Estremisti rossi contro Alpini, il silenzio colpevole di Mattarella

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A Trento è in corso l’adunata degli Alpini, ma oggi sono apparse nuove scritte contro il corpo dell’Esercito italiano a Bolzano. Sul muro della sede locale dell’Ansa, infatti, in rosso è stato scritto “Alpini assassini stupratori”. Poco più in là è stata anche disegnata una A in un cerchio, simbolo anarchico.

TRENTO ABBRACCIA GLI ALPINI – Gli alpini continuano però ad arrivare a Trento e non si sono fatti certo intimorire dagli episodi che si sono susseguiti negli ultimi giorni, ultimo, ieri, il sabotaggio della linea ferroviaria da parte di teppisti rossi.

E l’atmosfera è di festa in tutte le strade del centro di Trento, intere famiglie con bambini e migliaia di penne nere si sono trovate in città, a visitare le cittadelle militare e della protezione civile dell’Ana, il Museo di scienze e a ritrovare vecchi amici a cui ogni anni viene dato appuntamento per l’adunata.

Tra i momenti ufficiali della mattina il lancio dei paracadutisti degli alpini, che sono scesi nello stadio Briamasco gremito, con centinaia di persone che sono rimaste senza la possibilità di entrare e hanno assistito all’evento dalle rive dell’Adige e dai giardini circostanti.

LA LEGA PRESENTA LEGGE PER ISTITUIRE GIORNATA IN ONORE DEGLI ALPINI – “A chi indegnamente tenta di sabotare il raduno degli Alpini la Lega risponde presentando una proposta di legge per istituire la Giornata nazionale della Memoria e del Sacrificio Alpino. Da sempre infatti il Corpo delle Penne nere si è contraddistinto per servire coraggiosamente il Paese ed essere al fianco dei cittadini in difficoltà”. Lo dichiarano i deputati della Lega Jari Colla e Guglielmo Golinelli cofirmatari della proposta di legge.

“Oltre alle numerose imprese della seconda guerra mondiale – aggiungono – è sotto gli occhi di tutti il fondamentale contributo fornito dopo le calamità naturali che hanno colpito l’Italia. La nostra pdl che ci auguriamo troverà un’ampia convergenza politica, riconosce il 26 gennaio, data della battaglia di Nikolajewka, vinta dagli Alpini, giornata nazionale della Memoria e del Sacrificio Alpino, proprio per conservare la memoria dell’eroismo dimostrato. A tal fine, ciascuna provincia o ente territoriale promuoverà cerimonie, eventi, conferenze storiche, mostre fotografiche nonché testimonianze sull’importanza della difesa della sovranità nazionale, delle identità culturali, storiche, della tradizione e dei valori etici di solidarietà e partecipazione civile che incarna il corpo degli Alpini. Infine, il ministero dell’Istruzione, stabilirà le direttive per il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado”.

Luca Zaia ha già fatto sapere che parteciperà all’adunata e ha definito “atto spregevole” quello delle scritte comparse a Trento: “Non posso che esprimere una dura condanna per questo grave episodio”, “in un Paese civile gesti come questi non dovrebbero accadere. Non ci sono giustificazioni”. “Gli Alpini sono l’immagine di un Paese sano per i valori che sanno portare, come la solidarietà. Lo spirito solidale dei nostri Alpini si traduce in migliaia di volontari sempre pronti a dare una mano agli altri. Le penne nere rispondono sempre quando viene richiesta la loro presenza. Sono un’assoluta certezza e non bastano mai le parole per ringraziarli”, ha aggiunto il Presidente della Regione Veneto. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

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Arriva la replica diretta degli Alpini dopo le aggressioni, per ora solo “a distanza”, di gruppi ancora non ben identificati dalla Digos: «Il ripetersi di atti intimidatori di stampo terroristico, che mettono anche a repentaglio la vita dei cittadini, esige una forte e severa condanna da parte di tutte le Istituzioni dell’autonomia trentina, ed in special modo da parte di quell’Assemblea legislativa che la sede prima della democrazia e della libertà», spiega il presidente del Consiglio Provinciale di Trento, Bruno Dorigatti, dopo gli attentati incendiari della scorsa notte. Secondo l’Associazione Nazionale Alpini prova a rilanciare – nonostante lo sgradevole episodio reiterato anche negli ultimi anni di Adunate Nazionali – lo spirito delle Penne Nere anche oggi, nel 2018: «Gli episodi di sabotaggio avvenuti nella notte di giovedì 10 maggio in Trentino stanno avendo grande ricaduta mediatica. L’Associazione Nazionale Alpini, pur rammaricandosi di questi fatti, ritiene che si tratti di fenomeni deprecabili ma assolutamente ininfluenti sullo spirito alpino che anima l’Associazione». Dorigatti aggiunge poi un dettaglio sull’affronto che alcuni gruppi anarchici e della sinistra radicale (ancora da identificare, ndr) hanno intentato contro gli Alpini, che sono uno dei vessilli nazionali e dei capostipiti della tradizione militare italiana: «Solo la cieca follia di chi esprime massimalismi ed estremismi già condannati dalla storia può arrivare a spingersi fino a realizzare azioni che potevano trasformarsi in drammi, riportando così indietro le lancette dell’orologio delle vicende politiche di questo Paese», quasi si scusa il presidente della Provincia davanti ai tantissimi Alpini che hanno letteralmente “invaso” la cittadina trentina oggi e nelle prossime ore.

“Esprimiamo, come Valle d’Aosta e come valdostani, profonda solidarietà ai nostri Alpini in merito ai gravi fatti avvenuti a Trento, in occasione dell’annuale adunata”, afferma il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Laurent Viérin, rinnovando “profonda fierezza e senso di appartenenza a questo importante corpo, che rappresenta anche e soprattutto la storia della nostra comunità alpina, per il messaggio di solidarietà, pace, amicizia e grande valore umano che hanno rappresentato e che rappresentano tuttora per tutti noi”. Viérin manifesta anche “grande sdegno per i pesanti atti, le gravi affermazioni e le indegne azioni rivolte contro di loro ribadendo che siamo fieri di avere i nostri Alpini e le penne nere nella nostra identità di popolo di montagna. Viva gli Alpini!”.

In tutto questo, non sorprende il silenzio colpevole del governo abusivo. E anche dell’altro abusivo, quello che sarebbe il garante dell’Unità nazionale e il capo delle Forze Armate.




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