Clandestini, la UE li ricaccia in Italia: triplicati i casi

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A Bologna in due anni, i «dublinanti», quelli rimandati in Italia da altri Paesi Ue perché sbarcati prima da noi, sono triplicati: oggi nell’hub di via Mattei molti degli ospiti sono proprio loro. Nel 2016 erano appena 79, nel 2017 sono arrivati a 222. I «rimpatri», in pratica, sono quasi triplicati. Un trend confermato nei primi tre mesi del 2018, durante i quali sono tornati in città 97 «dublinanti»: praticamente uno al giorno.

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E’ delirante il sistema Ue. Invece di rimpatriarli nei Paesi d’origine o in Libia li scaricano nel Paese di primo approdo.

Così atterrano all’aeroporto Marconi, imbarcati su aerei da Paesi Bassi, Francia, Germania, Austria e Svezia. In aeroporto ad accoglierli c’è il personale della Prefettura che, assieme agli operatori con l’acquolina in bocca delle cooperative che gestiscono l’hub, li prende in carico. A spese dei contribuenti.

Tutto grazie ad Eurodac, la banca dati Ue che raccoglie tutte le impronte digitali di chi sbarca. E dopo i controlli vengono programmati i «rientri» con il Viminale.




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