Il nuovo governo populista deve abolire il reato d’opinione e regolare Facebook

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Uno dei punti verso i quali Lega e M5s devono convergere una volta al governo, è la libertà di espressione. Da garantire attraverso l’abrogazione della famigerata Legge Mancino (come da programma Lega) e la regolamentazione dei giganti di internet. Perché oggi la libertà di espressione passa quasi esclusivamente dal web e, soprattutto, dai social network.

La Legge Mancino va abrogata perché essenzialmente incostituzionale e una minaccia al diritto dei cittadini ad esprimere le proprie idee liberamente.

E’ incostituzionale perché aggrava le pene a seconda della razza o dell’etnia della vittima di un reato. Il che è va contro l’uguaglianza dei cittadini. Se i cittadini sono uguali, perché pestare un nero dovrebbe significare una pena superiore rispetto al pestaggio di un bianco?

Ma, soprattutto, è una minaccia al diritto dei cittadini perché essenzialmente prevede il reato d’opinione: e nelle democrazie, questo genere di reati non deve esistere. Nessuno deve essere processato e condannato perché esprime un’idea o un’opinione. Non importa quale.

Altrettanto urgente è regolamentare i monopoli che si sono creati sul web. Facebook, ad esempio, è di fatto un monopolio nella diffusione delle notizie. E’ quello che la piazza era al tempo delle polis greche: per questo non può essere trattato come una mera società privata. Deve rispondere a delle regole: quella di garantire l’accesso ai propri servizi a tutti i cittadini e gruppi politici o editoriali senza discriminazione in base alle idee che portano avanti.

Perché oggi ci troviamo nell’assurdo in cui un bar non può impedire – giustamente – l’accesso ad un cliente se indossa una maglietta con frasi di un qualsiasi tipo, mentre una multinazionale come facebook può liberamente cacciare dalla propria piattaforma un utente che fa lo stesso. E visto che il 90% del traffico social passa da facebook, questa diventa un impedimento al libero esercizio della libertà di espressione garantito dalla nostra costituzione. Pensate cosa accadrebbe, se la società Autostrade vietasse il passaggio alle auto di proprietà di un partito politico o di individui con idee che i loro azionisti non condividono: con facebook accade lo stesso con le idee.

Ergo: una legge deve imporre a facebook quello che oggi viene imposto ai locali pubblici e alle utility private.

E questo è valido per gli utenti/individui, ma deve valere anche per i mezzi di informazione. E’ notizia di questi giorni di un sondaggio con il quale Zuckerberg chiede agli italiani quali sono i media più credibili, che lui poi favorirà sulla propria piattaforma. Si tratta, ovviamente, del solito tentativo di censurare i media indipendenti parandosi il di dietro con un sondaggio deciso in partenza. L’unico sondaggio reale sono le condivisioni: ogni utente decide se un media è credibile condividendone il contenuto. Ma siccome, ad esempio, in quel caso Vox batterebbe i giornaloni, allora non vale: e si inventa un sondaggio truffa.

Lega e M5s, essendo movimenti anti-sistema senza tv e giornali, hanno, non solo il dovere morale, ma anche tutto l’interesse ad imporre a Facebook la neutralità: non devono scegliere loro attraverso algoritmi che favoriscono i media di distrazione di massa (di sinistra) quali notizie mostrare agli utenti, ma gli utenti stessi. Questa è la democrazia. L’unica vera forma di democrazia.




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