Il discorso di investitura di Orban contro l’incubo degli Stati Uniti d’Europa

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Viktor Orban, eletto premier in Ungheria per la terza volta consecutiva a stragrande maggioranza, è il primo ministro più longevo della storia post-comunista del suo Paese, ha giurato davanti al Parlamento ieri, giovedì 10 maggio.

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Baluardo dell’identità europea – Durante il discorso di investitura, Orban ha parlato della necessità di espandere l’economia nazionale nell’alveo di un’ideologia sovranista. Ecco alcuni punti salienti del suo intervento.

L’era della democrazia liberale è finita

Il nuovo governo costruirà una “democrazia cristiana” in grado di garantire libertà e sicurezza. “Sostiene il modello della famiglia tradizionale, uomo-donna, tiene alla larga l’antisemitismo e offre un’opportunità di crescita”.

Nonostante si riconosca orgogliosamente come euroscettico, Orban ha affermato che l’Ungheria “ha bisogno della UE e che la UE ha bisogno dell’Ungheria”. Ma ha anche aggiunto che l’Unione Europea deve abbandonare “l’incubo di diventare Stati Uniti d’Europa”, rigettando le politiche di maggiore integrazione, anche economica, di Bruxelles. Europa, non Unione Europea: che sono due cose distinte. La prima è l’identità di tutti noi, la seconda è una struttura burocratica sempre più simile all’Urss.

“La UE deve tornare con i piedi per terra. Come primo passo, deve ripensare le sue politiche migratorie”.

“L’Ungheria deve dare priorità alle considerazioni geopolitiche rispetto al pensiero ideologico. L’Ungheria è e rimarrà un membro a pieno titolo del sistema di alleanze occidentali. Ma questo non altera i vincoli che esistono dal punto di vista geografico”, facendo riferimento al dialogo con la Russia.

Una visione chiara: “A ovest c’è la terra dei cancellieri di ferro tedeschi, a est è il mondo dei soldati slavi e a sud ci sono grandi folle di musulmani. Berlino, Mosca, Istanbul – L’Ungheria esiste in questo spazio. Dobbiamo fare i nostri calcoli sulla base di questo”.




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