Terroristi, l’allarme del direttore dei Servizi: “Sono tra noi, sono immigrati”

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I soldi guadagnati gestendo l’immigrazione clandestina utilizzati per l’acquisto di armi e mezzi per i miliziani siriani e per i qaedisti di Jahbat al Nusra: raccolta di denaro, riciclaggio, finanziamento al terrorismo jihadista.
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Così agiva la rete di fiancheggiatori del terrorismo islamico: 14 arrestati, di cui 11 siriani e 3 marocchini, una cellula individuata in Sardegna e un’altra in Lombardia, una ventina di perquisizioni in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna. Coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, si è trattato in realtà di due inchieste autonome della Polizia e della Guardia di Finanza poi proseguite in collaborazione grazie al costante scambio di informazioni all’interno del Casa, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, e tra le procure di Cagliari e Brescia. Il procuratore nazionale antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, ha specificato che a quattro degli arrestati è contestata l’associazione a delinquere con finalità di terrorismo e agli altri l’associazione a delinquere dedita al finanziamento del terrorismo, al riciclaggio, all’abusiva intermediazione finanziaria.

ARRESTATI 14 IMMIGRATI: TUTTI TERRORISTI ISLAMICI

Come vedete, i terroristi islamici gestiscono il traffico di clandestini. In questo modo hanno un doppio risultato: raccolgono denaro e ci islamizzano.

Il filone sardo seguito dall’Antiterrorismo della Polizia è nato seguendo il traffico di profughi siriani. Quattro arresti sono appunto avvenuti in Sardegna, l’altra cellula di supporto ai qaedisti di Jahbat al Nusra. In quel filone iniziale era coinvolto marginalmente uno degli arrestati e le indagini della Digos di Sassari hanno accertato i finanziamenti a favore dei terroristi con il metodo “Hawala”: la cellula di Olbia faceva capo al siriano Daadoue e ha trasferito alcune centinaia di migliaia di euro. Per esempio, nel maggio 2017 suo fratello fu fermato in Svezia con l’equivalente di 70mila euro in corone svedesi mentre in giugno un altro fiduciario fu bloccato mentre stava per partire alla volta di Budapest con un’altra importante somma. Nell’area di Edlib, in Siria, i soldi venivano usati per l’acquisto di armi da guerra e di veicoli pick-up. Nelle intercettazioni uno degli arrestati dice che “Jahbat al Nusra è l’unica che è nel giusto”, non al Bagdadi, leader dell’Isis: una conferma del dualismo jihadista tra al Qaeda e il Califfato.

E la mente non può non andare a Lady Sos, al secolo Nawal Soufi:

Rete islamica di Vanessa e Greta prosegue attività pro-clandestini: l’ultimo carico il 19 Gennaio

Nota per la rete con la quale facilitava gli sbarchi in Italia di clandestini siriani. Rete di cui facevano parte, oltre a Greta e Vanessa, anche politici attualmente in carica e ong. Non solo, ricorderete che all’epoca del rapimento o presunto tale di Greta e Vanessa, il governo italiano pagò un lauto riscatto proprio ad Al-Nusra.

DOSSIER CHOC DEI SERVIZI: “ONG COPRONO INGRESSO TERRORISTI ISLAMICI IN EUROPA”

Particolarmente gravi le parole di Claudio Galzerano, direttore del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno della Polizia: “Gli arrestati sono siriani tutti regolari in Italia, ma impegnati a tempo pieno nel commettere reati. Sono tra noi e sta a noi far emergere questi reati”.

L’assessore di Pisapia è ‘amico’ della trafficante di ‘profughi’ siriani – LEGGI




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