Profughi pestano avversari italiani durante “partita per l’integrazione”

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Un tentativo di integrazione forzata finito con una rissa. Protagonista la squadra composta da profughi del famigerato progetto Sprar, iscritta al campionato di calcio Uisp amatori di Ravenna-Lugo. La squadra è stata ritirata dal torneo in seguito ad una rissa che, il 30 aprile scorso, ha costretto l’arbitro a sospendere la partita.

E’ accaduto sul campo di Marina di Ravenna. La squadra dello Sprar Ravenna, alla sua prima partecipazione al campionato nell’ambito di un progetto di integrazione forzata, stava giocando nel girone eliminatorio contro l’Az Ravenna quando a pochi minuti dalla fine della gara un fallo di gioco ha innescato una violenta rissa, con uno dei rifugiati che – secondo quanto raccontato dai presenti – ha preso a calci un avversario.

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Entrambe le squadre hanno perso l’incontro a tavolino. Nei giorni successivi i referenti del progetto hanno deciso di ritirare la squadra dal campionato. Una sofferta decisione, hanno scritto in una lettera che è arrivata dopo aver preso atto che «la nostra squadra non ha dimostrato una maturità sufficiente per affrontare situazione di forte stress verificatesi in campo».

E figuriamoci quanto sono ‘maturi’ per stare in Italia.

La notizia ha portato il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani, a parlare di integrazione fallita. Secondo il leghista è sbagliato “imporre percorsi di integrazione forzata nei confronti di chi ancora non ha ottenuto lo status di profugo né la protezione internazionale e questo scoppio di violenza in campo non ci stupisce”.




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