Molotov contro camper zingari, la delusione dei residenti: «Dovevano bruciare»

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«Ho sentito un rumore, come un botto nella parte posteriore del camper. Pochi secondi dopo ho visto le fiamme. Per fortuna siamo riuscite a uscire prima che fosse troppo tardi». Così Denisa, una delle zingare che vivevano nel camper dato alle fiamme l’altra notte a Mirafiori, ha descritto al proprio avvocato, Gianluca Vitale, quanto è avvenuto martedì.

Perché questi non hanno casa, ma hanno l’avvocato. In effetti, visto il ‘lavoro’ che fanno, sempre meglio averne uno a disposizione.

Una ricostruzione compatibile con il racconto di quanto avvenuto fatto da un testimone oculare, che ha parlato di «una macchina in corsa» dalla quale «qualcuno ha lanciato due molotov che si sono infilate sotto il camper».

Il botto sentito dalla zingara potrebbe essere quello della bottiglia andata in frantumi e anche il dettaglio del «sotto il camper» coincide con il punto individuato dai vigili del fuoco come origine del rogo.

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E’ molto probabile trattarsi di una faida tra clan di zingari. Ma non è da escludere un gesto dettato dall’esasperazione di chi è costretto a ‘vivere’ con i camper degli zingari parcheggiati davanti casa. Se così fosse, la responsabilità sarebbe tutta della Appendino: c’è chi lancia le molotov, ma c’è chi le riempie. Con la sua inazione, lei l’ha riempita.

A questo proposito, da segnalare la delusione social che dilaga in rete: «Dovevano bruciare», si legge in centinaia di messaggi sotto la notizia dei giornali locali.




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