Comune costretto a ristampare libretto, frase su razza turba i fanatici

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Alcune razze sono costituzionalmente meno tolleranti all’alcol della razza bianca“. Ha provocato molte polemiche questa frase che lega la tolleranza dell’alcol alla razza, presente sui libretti di educazione stradale che avrebbero dovuto essere distribuiti agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, pubbliche e paritarie, di Treviglio. L’amministrazione comunale del grosso paese vicino a Bergamo ha quindi chiesto la ristampa del volume con lo stralcio della parte “incriminata”.

La pubblicazione era stata presentata questa mattina nella sala consigliare, alla presenza del sindaco Juri Imeri, della sua vice Pinuccia Prandina, del comandante della Polizia locale Antonio Nocera, dei referenti dell’azienda che ha realizzato i fascicoli, Francesco Bertan e Alessandro Frizzi, e dei dirigenti delle scuole medie cittadine.

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All’interno si parla di come comportarsi in strada, ma non solo. Ci sono anche delle sezioni sul bullismo e sul consumo di alcol, dove si trova appunto la frase incriminata.

La ‘frase incriminata’. Il fanatismo degli antirazzisti è l’oscurantismo del nuovo millennio. Sono fedeli, fanatici, di una nuova religione pronti a mettere al rogo libri e buonsenso.

Che la tolleranza all’alcol sia genetica – come del resto tutto – è cosa ovvia e scientificamente provata. Basti ricordare quale tragedia è stata la comparsa degli alcolici nei territori indiani del Nordamerica.

Non solo. Anche all’interno della razza bianca vi sono popolazioni più o meno tolleranti – come ci sono per il latte – al consumo dell’alcol. Questi dementi farebbero morire qualcuno per dimostrare la teoria e non la realtà è vera.




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