L’interrogatorio di Luca Traini: “Non rinnego niente, volevo vendicare Pamela”

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Dopo 3 mesi dal raid vendicativo contro gli spacciatori nigeriani (uno risultò poi essere compagno di stanza di uno dei profughi arrestati per lo squartamento di Pamela), vengono pubbliciati i video dell’interrogatorio del 6 febbraio di Luca Traini.

Nei video Traini spiega che “non rinnego niente di quello che ho fatto. Io volevo colpire chi spaccia, come quello che ha venduto la droga a Pamela. Non è colpa mia poi se a Macerata tutti gli spacciatori sono neri“. E’ colpa di chi li ha fatti venire.

“Il mio non è stato un raid prettamente razziale. Non è che ho attaccato tutti i neri – spiega nel carcere di Ancona – Non è che ho attaccato tutti i neri. Sconvolto dalla notizia del massacro di Pamela, ho rivolto la mia attenzione agli spacciatori. Se fossi stato spinto dall’odio razziale avrei colpito anche i negozi degli africani. Se poi tutti gli spacciatori sono neri, almeno a Macerata, quella è un’altra questione”.

Non rinnego niente di quello che ho fatto. Mi dispiace solo per la ragazza di colore. Io volevo colpire solo maschi dell’età dello spacciatore presunto uccisore di Pamela“.

Traini però rivela di essersi reso conto della situazione nel 2015, quando è iniziato il traghettamento in massa di clandestini verso l’Italia: “In quel periodo forse ce l’avevo più con il Governo, che contro gli immigrati. Con i dazi messi da Renzi. Gli immigrati li vedevo come un contorno, come qualcosa che il Governo provocava. Tutto ciò ha fatto sì che l’ideologia politica che già mi apparteneva si sia estremizzata”.




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