L’esperto di terrorismo gela i buonisti: “Con Ius Soli più attentati in Italia”

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L’esperto di spionaggio e antiterrorismo si chiama Paolo Salvatori. Ha rilasciato un’intervista a Il Venerdì di Repubblica presentando un suo libro sul mondo delle spie. E ha svelato un aspetto che le persone normali vedranno come scontato, ma che sconvolgerà il carrozzone buonista favorevole allo ius soli per i figli degli immigrati.

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“Con lo Ius soli non si può espellere il terrorista”

Al giornalista che gli pone la domanda delle domande: come mai finora non abbiamo subito attentati?

Salvatori, che ha avuto un ruolo strategico nel controspionaggio italiano, risponde con candore: «La polizia risponderebbe: perché abbiamo pochi musulmani con cittadinanza italiana, quindi appena individuiamo un soggetto pericoloso possiamo espellerlo, e questo impedisce la formazione di cellule di ispirazione jihadista».

Punto. Partita. E a casa.

Tanto che il giornalista di Repubblica non la prende molto bene e la risposta è particolarmente indignata: «I musulmani italiani – dice l’intervistatore che in teoria dovrebbe essere neutro – e probabilmente non solo loro, non apprezzeranno questa risposta…».

La replica di Salvatori tradisce una sorta di sudditanza culturale: «La jihad si sta de-globalizzando: c’è una jihad belga, una francese, e così via. Per questo, se dal punto vista politico lo ius soli può essere considerato un doveroso atto di civiltà, dal punto di vista tecnico si rivelerebbe un problema».

Non c’è civiltà a farselo mettere dove non si dice.




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